Mercoledì, 16 Giugno 2021
Mafia

"Mio padre fu lasciato solo. Nessuno ne impedì la morte": lo sfogo di Lucia Borsellino

La figlia del giudice ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 con un'autobomba in via D'Amelio è intervenuta a Pisa durante un incontro con gli studenti delle scuole superiori per la giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi

Paolo Borsellino

"Credo di non urtare la suscettibilità di nessuno se dico che allora non si è fatto nulla per evitare che lo ammazzassero. Si può dire oggi che quel disegno mafioso non fu ostacolato abbastanza dallo Stato". Parole dure quelle pronunciate da Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo ucciso nella strage di via d'Amelio del 1992 a Palermo. La figlia del giudice, che adesso ricopre il ruolo di assessore regionale, è intervenuta a Pisa durante un incontro con gli studenti delle scuole superiori per la giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi.

"Già nella commemorazione di Giovanni Falcone a un mese dalla strage di Capaci - ha detto Lucia Borsellino - mio padre disse pubblicamente di voler essere ascoltato, ma nessuno lo ha mai fatto. Fu lasciato solo e oggi è giusto che si sappia. Non voglio fare parallelismi con la vicenda di Aldo Moro, ma penso che anche mio padre abbia vissuto una sorta di sequestro morale durato 55 giorni in attesa della sua morte. Mai prima di allora ci fu un omicidio tanto annunciato che lo ha costretto a vivere ingaggiando una vera e propria corsa contro il tempo che gli rimaneva a disposizione".

(fonte Ansa.it)

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