"La mafia del caffè", il Riesame annulla l'ordinanza: scarcerati i fratelli Fontana

Secondo l'accusa i due - figli del capomafia Stefano, deceduto da alcuni anni - avrebbero investito denaro sporco a Palermo e Milano. Accolto il ricorso degli avvocati Valerio Vianello e Antonio Buondonno

Scarcerati i fratelli Giovanni e Rita Fontana: il Tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare. I fratelli erano stati arrestati il 13 maggio scorso nell'operazione Coffee Break. Accolto il ricorso degli avvocati Valerio Vianello e Antonio Buondonno. Secondo l'accusa, i Fontana, figli del capomafia Stefano (deceduto da alcuni anni) avrebbero investito denaro sporco a Palermo e Milano.

Non si conoscono ancora le motivazioni del Riesame. I legali hanno, però, hanno criticato l'intero impianto accusatorio. A cominciare dalla stessa identificazione di Giovanni Fontana. Il pentito Sergio Macaluso lo ha identificato con il soprannome “u’ pacchiune”, mentre in un'intercettazione si sentiva parlare di “u' gruoss”. "Che si tratti della stessa persona - hanno sostenuto i legali - è un dato assolutamente indimostrato e smentito dalle stesse fonti utilizzate dal Gip”.

La sorella Rita invece viene indicata come il trait d’union con i prestanome. “Mai nessun contatto telefonico o personale, vi è stato con nessuno dei fratelli Fontana”, hanno scritto i legali nella memoria. In merito all'incontro fra Rita Fontana e Michele Ferrante nel corso del quale, così sostiene l'accusa, sarebbero stati consegnati dei soldi gli avvocati hanno sostenuto che “il rapporto parentale, intercorrente tra Fontana Rita e Ferrante Michele giustifica ampiamente le ragioni dell’incontro”. Solo le motivazioni potranno confermare se queste tesi difensive abbiano fatto breccia nel collegio oppure ci sia dietro una possibile questione di incompetenza territoriale.
 

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