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Alfredo Giordano

Alfredo Giordano

"Non sono mafioso, erano solo amici": il direttore di sala del Massimo si difende

Primo interrogatorio per Alfredo Giordano, arrestato dai carabinieri nell'ambito dell'operazione "Brasca. Quattro.zero". Per gli inquirenti faceva parte della famiglia di Santa Maria di Gesù

Un "paladino della legalità" e non un mafioso. Ecco l'idea che offre di sè Alfredo Giordano, il direttore di sala del Teatro Massimo arrestato dai carabinieri nell'ambito dell'operazione "Brasca. Quattro.zero". Giordano è stato sentito dagli inqurenti e durante l'interrogatorio ha respinto tutte le accuse. "Ho sempre combattuto la mafia - ha detto - non c'entro nulla con Cosa nostra. Con quelle persone, che conoscevo da bambino, intrattenevo dei rapporti innocenti".

Una tesi che però non convince gli inquirenti. Giordano, che intanto è stato sospeso dal Teatro, è accusato di associazione mafiosa. Secondo quanto si legge nell'ordinanza avrebbe "fatto parte della famiglia di Santa Maria di Gesù intervenendo tra l'altro nelle dinamiche interne allo stesso sodalizio, partecipando a incontri e riunioni con altri affiliati in libertà".

"Abbiamo il mandamento in mano" - LE INTERCETTAZIONI

Quella di Giordano è stata definita dal procuratore Franco Lo Voi una "partecipazione (a Cosa nostra) consapevole, convinta, addirittura rivendicata". Avrebbe anche fornito "supporto a latitanti facendosi portatore presso l'organizzazione criminale di appartenenza delle richiesta di sostegno da parte di soggetti candidati in consultazioni elettorali".

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