Mafia Altavilla Milicia

A 11 anni dall'omicidio di Vincenzo Urso ad Altavilla, via al processo per 2 presunti killer

Si apre il dibattimento per Pietro Erco, di origini napoletane ma residente da tempo a Trabia, e per Luca Mantia, di Termini Imerese. L'imprenditore, eliminato alla fine di ottobre del 2009, avrebbe dovuto pagare una serie di sgarri. Per lo stesso delitto sono già stati condannati i pentiti Francesco e Andrea Lombardo

Per eliminare l’imprenditore Vincenzo Urso, ucciso a colpi di pistola davanti alla sua casa di Altavilla Milicia nella notte tra il 24 ed il 25 ottobre del 2009, sarebbero bastati appena 20 mila euro. Domani per i due presunti esecutori materiali del delitto, Pietro Erco, di origini napoletane ma residente da anni a Trabia, e Luca Mantia, 33 anni, di Termini Imerese, si aprirà il processo davanti alla Corte d’Assise. 

Secondo la Procura, i due quella sera avrebbero aspettato che la vittima tornasse nella sua abitazione. Mantia avrebbe guidato l’auto per raggiungere il posto ed Erco, difeso dall’avvocato Salvino Caputo, avrebbe invece impugnato una 7.65 e sparato all’imprenditore. Per l’omicidio, sono già stati condannati in primo grado Francesco e Andrea Lombardo, padre e figlio, oggi entrambi collaboratori di giustizia: come hanno confessato, sono loro i mandanti del delitto. I giudici hanno inflitto rispettivamente 12 anni e 10 anni e mezzo di carcere.

Per l’accusa, Urso avrebbe prima di tutto dovuto pagare la concorrenza “sleale” nell’ambito del movimento terra che avrebbe fatto non solo ai Lombardo, ma anche ad altri esponenti del mandamento di Bagheria. L’imprenditore, che era stato fidanzato con una figlia di Lombardo, avrebbe anche avuto degli atteggiamenti poco “rispettosi” verso i boss, spingendosi persino a definire “sbirri” i Lombardo. In base alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia, Urso, prima di essere ammazzato, sarebbe stato già redarguito diverse volte. In un caso sarebbe stato costretto a spogliarsi completamente: nessuno l’avrebbe picchiato, ma sarebbe stato pesantemente umiliato. E un’altra volta sarebbe addirittura riuscito a sfuggire ad un agguato. 

Erco e Mantia, per i quali adesso inizia il processo, erano stati arrestati tra febbraio e marzo dell’anno scorso. Al primo l’ordinanza di custodia cautelare era stata notificata in carcere, dove era finito in precedenza con l’accusa di estorsione. 

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