Venerdì, 6 Agosto 2021
Mafia

Omicidio Tocco, con il suo disegno incastrò i killer: la figlia parte civile al processo

Giampiero Tocco fu sequestrato da un commando di uomini travestiti da poliziotti nel 2000 davanti alla figlia. Fu la bambina a fornire le prime informazioni sull'assassinio con un disegno. Le rivelazioni del pentito Antonino Pipitone portarono poi a nuovi arresti

Il disegno fatto dalla figlia della vittima

Quando aveva appena sei anni ha assistito al sequestro del padre, Giampiero Tocco, rapito e ucciso nell'ottobre del 2000 da un commando di killer di Cosa nostra. Oggi quella bambina è cresciuta e si è costituita parte civile all'udienza preliminare a carico di cinque uomini accusati di aver partecipato al delitto. Parti civili al processo anche la madre e due fratelli. E' stata proprio la ragazzina a dare un contributo decisivo alle indagini facendo un disegno in cui raffigurava le fasi del sequestro - avvenuto a Terrasini - e gli uomini d'onore travestiti da poliziotti che costrinsero la vittima a seguirli simulando un arresto.

Il disegno della figlia di Tocco incastra i killer | Video

Tocco fu portato via, torturato e ucciso in una casa a Torretta. Per l'omicidio sono stati condannati all'ergastolo i boss di San Lorenzo Salvatore e Sandro Lo Piccolo e Damiano Mazzola, mandanti dell'agguato e a otto anni i collaboratori di giustizia Gaspare Pulizzi e Francesco Briguglio, accusati del sequestro e dell'uccisione. Mesi fa, grazie alle rivelazioni del pentito Antonino Pipitone, sono stati scoperti i ruoli nell'assassinio di altre persone: Salvatore Gregoli, Vincenzo e Giovanbattista Pipitone. Nell'auto della vittima gli investigatori avevano piazzato delle cimici che registrarono la telefonata che la bambina fece alla madre dopo che il padre venne portato via dal commando.

La figlia della vittima ha deposto in aula al processo agli assassini del padre e ora ha deciso di costituirsi parte civile davanti al gup che celebra l'udienza preliminare, oltre che per il delitto Tocco, per altri omicidi di cui Pipitone ha svelato movente e colpevoli. Oltre ai responsabili del delitto Tocco sono imputati di altri tre omicidi di mafia Salvatore Cataldo e Antonino Di Maggio. Tocco fu ucciso perché i Lo Piccolo lo ritenevano tra i responsabili della scomparsa del figlio di Procopio Di Maggio, “Peppone”. I Lo Piccolo decisero di reagire così a quell’episodio, evidentemente considerato una sorta di attacco al loro dominio criminale.

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