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"Fragalà doveva essere spaventato, non ucciso": dai pentiti nuove rivelazioni sul delitto

Il penalista ed ex parlamentare di An fu picchiato a bastonate davanti al suo studio a pochi passi dal palazzo di giustizia la sera del 23 febbraio 2010. Dell'omicidio ne parlano Tantillo e Chiarello

Doveva essere solo una "punizione", un modo per fare capire chi comanda. E invece l'aggressione ai danni del noto avvocato penalista Enzo Fragalà si è trasformata in delitto. L'ex parlamentare di Alleanza nazionale fu picchiato a bastonate appena uscito dal suo studio davanti al palazzo di giustizia la sera del 23 febbraio 2010 e morì in ospedale alcuni giorni dopo. Dopo sei anni emergono nuove ipotesi sul delitto.

La versione dell'intimidazione è sostenuta da due pentiti del quartiere Borgo Vecchio, Giuseppe Tantillo e Francesco Chiarello. Quella sera doveva essere compiuta solo un'intimidazione, ma il "picciotto" incaricato sarebbe andato oltre. Le "famiglie" non hanno approvato la decisione e lo hanno punito, a modo loro. Cosa nostra non ha infatti pagato le spese legali, cosa che invece avviene quando uno degli affiliati finisce dietro le sbarre.

Sotto inchiesta per il delitto erano finiti Francesco Arcuri, Antonino Siragusa e Salvatore Ingrassia. Le prove a loro carico, però, si sono sgretolate ed è arrivata l'archiviazione. L'arrivo di nuovi pentiti, come Francesco Chiarello, ha portato anche a nuove verità sul delitto. Chiarello ha riferito di avere assistito ad una riunione in cui i boss stabilirono che Fragalà doveva essere punito. 

Poi la collaboratrice Monica Vitale disse di avere ascoltato Tommaso Di Giovanni, in cella con l'accusa di avere preso il potere successivamente al cugino Gregorio, che parlava dell'omicidio. Fragalà non si sarebbe "comportato bene" con la moglie di un cliente, e il cugino dell'indagato avrebbe chiesto ai mafiosi di dare una "lezione" al penalista per il suo atteggiamento irrispettoso. Il gip che mandò in carcere Arcuri, Ingrassia e Siragusa, poi scagionati). 

Successivamente si è ipotizzato un altro movente: Fragalà andava punito perché avrebbe fatto rendere dichiarazioni spontanee ad alcuni clienti. Un atteggiamento di collaborazione che, nella folle logica di Cosa nostra, avrebbe meritato una punizione. Al momento sono tutte ipotesi. Dopo sei anni il delitto è ancora senza colpevoli.

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