Martedì, 16 Luglio 2024
Mafia

Mafia, estorsioni e lupara bianca in provincia: 2 condanne e 2 assoluzioni

Il blitz dei carabinieri tra Montelepre e Camporeale nell'aprile 2015. Otto anni e otto mesi di reclusione a Raimondo Liotta e 5 anni a Vincenzo Carlo Lombardo. Scagionati, invece, Giuseppe Tarantino e Giuseppe Di Bella

Due condanne e due assoluzioni per mafia e estorsioni tra i comuni di Camporeale e Montelepre. Stamattina il gup Fabrizio Molinari, al termine del processo che si è svolto con il rito abbreviato, ha inflitto otto anni ed otto mesi di reclusione a Raimondo Liotta (che rispondeva anche dell’occultamento del cadavere di Giuseppe Billitteri, l’ambulante sparito nel nulla il 23 marzo del 2012) e cinque anni a Vincenzo Carlo Lombardo (foto in basso). Scagionati, invece, Giuseppe Tarantino (difeso dagli avvocati Marco, Giulia e Valentina Clementi), con la formula “per non aver commesso il fatto, e Giuseppe Di Bella (assistito dagli avvocati Fausta Catalano ed Angelo Barone) “perché il fatto non sussiste”. Di Bella è attualmente recluso poiché accusato di associazione mafiosa nell'ambito di un altro processo. Un quinto imputato, Antonino Cusumano, accusato anche lui di estorsione, è invece sotto processo con il rito ordinario.

I cinque furono arrestati ad aprile del 2015 perché – secondo la Procura – avrebbe taglieggiato tre imprenditori, due impegnati in un appalto pubblico, la costruzione di una strada, a Camporeale, e l’altro in un cantiere privato per la realizzazione di alcune villette a Montelepre. Le tre presunte vittime, una volta convocate dagli inquirenti, ammisero di aver dovuto pagare il pizzo a Cosa nostra.

Liotta, come ha riferito il collaboratore di giustizia Giuseppe Micalizzi, avrebbe anche partecipato all’occultamento del cadavere di Billitteri, il cui corpo non è stato però mai ritrovato: “C’era un escavatore – ha spiegato Micalizzi ai pm Francesco Del Bene, Sergio Demontis e Daniele Paci – e c’era Remo Liotta che scavava la buca che è proprio quasi sul ciglio della strada… e io vedo a questo cristiano mischino dallo specchietto praticamente e lo hanno buttato là… ho visto solo la faccia perché poi mi hanno chiuso il cofano e me ne sono andato…”. Per l’omicidio dell’ambulante, di cui fu ritrovata solo l’auto bruciata, ad Altofonte, poco dopo la sparizione, è in corso un altro processo in Corte d’Assise. Il sostituto procuratore Del Bene ha già chiesto tre ergastoli per Giuseppe Lucido Libranti, Giuseppe Lombardo e Giuseppe Antonino Vassallo.

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