Venerdì, 18 Giugno 2021
Mafia Noce

Stalking mafioso per vendicare il figlio: arrestato alla Noce

E' la prima volta che viene riconosciuto questo reato. In manette Calogero Di Majo, padre di Massimiliano, coinvolto nell'aggressione del novembre 2013 a un commerciante, preso a martellate per non aver pagato il pizzo

Sguardi, allusioni, minacce, blitz improvvisi e appostamenti. In parole povere: stalking aggravato dal metodo mafioso. Con questa accusa il Gip di Palermo ha deciso l'arresto di un uomo di 54 anni, Calogero Di Majo, eseguito dalla polizia. L'uomo aveva messo nel mirino il titolare di un negozio di tendaggi della Noce, che il 2 novembre 2013 era stato preso a martellate per non avere pagato il pizzo e avere denunciato i propri estorsori (le immagini furono riprese dalla telecamera del locale). La polizia individuò un mese dopo il branco di cui faceva parte Massimiliano Di Majo, figlio di Calogero, condannato a 16 anni di reclusione.

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Una ferita aperta per il padre, che una volta uscito dal carcere - dove era recluso per altre ragioni - lo scorso 8 agosto, da quel momento ha condotto nei confronti del negoziante taglieggiato una pressione psicologica definita dagli inquirenti "in puro stile mafioso", nonché blitz e appostamenti. L'uomo non era riuscito infatti a darsi pace. Per lui è stato il commerciante, che ha denunciato, a rovinare la vita del figlio. Da qui la decisione di stalkerizzarlo Neppure alcuni parenti della vittima sono riusciti a sottrarsi alla violenza psicologica di Di Majo per il quale anche il fortuito incontro in un supermercato diventava propizio per rivolgere intimidazioni e propositi di vendetta.

Dalla Questura raccontano: "Andava al negozio e diceva: 'Dammi 200 grammi di parmigiano. Io, formaggio e sbirri mi manciu a colazione'". L'imprenditore decide così di denunciare il fatto alla Mobile. Per la prima volta il giudice riconosce il reato di stalking aggravato dalle modalità mafiose. Così l'uomo è finito in carcere. "Di Majo - spiega la polizia - ha inoltre violato la prescrizione del 'vivere onestamente e rispettare le leggi', imposta con la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, che gli era stata notificata dopo la scarcerazione". La richiesta al giudice Ettorina Contino era stata avanzata dai pm Francesco Del Bene, Amelia Luise e Gianluca De Leo.

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