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La morte di Provenzano, Ingroia: "Porta con sè misteri di mafia e di Stato"

L'ex pm Antonio Ingroia definisce il capomafia "abile uomo dello Stato, di quell'altro Stato che volle la trattativa". Intanto su Twitter l'hashtag "#Provenzano" è salito in vetta alle tendenze

Passano dalla Rete i primi commenti alla notizia della morte del boss Bernardo Provenzano. Il capomafia è deceduto all'ospedale San Paolo di Milano, dove era ricoverato da tempo al regime del 41 bis.  Su Twitter, già pochi minuti dopo la diffusione della notizia, l'hashtag "#provenzano" è salito in vetta alle tendenze. Il primo esponente politico a commentare è Matteo Salvini: "Morto il boss mafioso #Provenzano - scrive - Devo dire che mi dispiace? Proprio no. Conservo preghiere per i morti del disastro pugliese". "E' morto Bernardo Provenzano, uomo con la 'u' minuscola che ha causato decenni di dolore e arretratezza alla Sicilia onesta". Così su Twitter Carmelo Miceli, segretario provinciale del Partito democratico a Palermo, creando l'hashtag #nessunfuneraleperlui.

Anche i giornali stranieri rilanciano la notizia. "Italian mafia boss Bernardo 'the tractor' Provenzano dies", cinguetta The Guardian. La Bbc:  "Italian mafia boss Bernardo Provenzano, 83, dies in jail" e rimanda a un lungo articolo dove ripercorre la vita del padrino e mostra le foto dell'ultimo covo, in una massaeria non lontano da Corleone.

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Il questore Guido Longo ha già annunciato che vieterà i funerali pubblici, mentre per il sindaco di Corelone Leoluchina Savona la "morte di Provenzano è una liberazione per la città". Mentre il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha affermato: "Con la morte di Bernardo Provenzano si chiude una dolorosa esperienza umana. E' dovere di tutti noi fare in modo che si chiuda presto una tragica esperienza criminale, che ha segnato in modo sanguinoso la storia della nostra città  e dei rapporti tra i cittadini e le istituzioni, lasciando dietro una scia di lutti e misteri".

L'ex pm Antonio Ingroia definisce Provenzano non "solo un sanguinario capomafia, ma un abile uomo dello Stato, di quell'altro Stato che volle la trattativa e che per salvare se stesso scese a patti scellerati con Cosa nostra macchiandosi insieme alla mafia di Provenzano di delitti e stragi. Non mi stupirei se qualcuno di quest'altro Stato pensasse oggi che Provenzano meriti funerali solenni, funerali di Stato...". "Ci sono stati due Provenzano - aggiunge - il Provenzano 'u tratturi', detto così per la facilità con cui spianava, uccidendoli, i propri avversari, interni ed esterni alla mafia, e il Provenzano 'ragioniere', così soprannominato in quanto raffinato stratega mafioso che sapeva usare la violenza ma anche le arti della diplomazia bellica e della politica. Entrambi hanno sulla coscienza tante donne e uomini innocenti, vittime della violenza mafiosa. Ma lo Stato, quell'altro Stato, non è meno colpevole, avendo a sua volta sulla coscienza tante donne e uomini uccisi per proteggere Provenzano, come il medico Attilio Manca". "Troppi misteri - conclude Ingroia - con la morte di Provenzano non troveranno mai verità e giustizia. Misteri di mafia e misteri di Stato che il boss custodiva da anni e che purtroppo non ha mai voluto svelare. Li porta con se' nella tomba, lasciando una lunga scia di sangue".


 

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