Mafia

La tragica fine del poliziotto torturato e strangolato: 30 anni fa l'omicidio di Serafino Ogliastro

Il ricordo del sindaco Orlando: "Aveva scelto con onestà da che parte stare e per questo è stato ucciso. Non dobbiamo dimenticarlo". Si ipotizza che Cosa nostra l'abbia punito perché sapeva qualcosa sulla morte di uno degli esattori del "mago dei soldi" di Villabate, Giovanni Sucato

Trent'anni fa veniva ucciso Serafino Ogliastro con il metodo della lupara bianca. Era il 12 ottobre 1991. Oggi il sindaco Leoluca Orlando lo ha ricordato attraverso una nota. "Il poliziotto Serafino Ogliastro - ha scritto il primo cittadino - con grande senso del dovere ha lottato contro la criminalità mafiosa".

"Ricordarlo oggi, a distanza di trent'anni dal suo omicidio, è un dovere civile per onorare la memoria di un uomo dello Stato, che ha contribuito al cambiamento culturale della città di Palermo, in anni in cui pezzi delle istituzioni erano complici di Cosa Nostra - ha proseguito il sindaco -. Ogliastro ha scelto con onestà da che parte stare e per questo è stato ucciso. Non dobbiamo dimenticarlo". 

Quello di Serafino Ogliastro - sposato e padre di due figli - fu un delitto di mafia. Ogliastro era un ex poliziotto e all'epoca della scomparsa, un venditore di automobili. Sposato e padre di due figli, fu ucciso a Palermo con il metodo della lupara bianca, il 12 ottobre 1991. Alcuni ritengono che i mafiosi di Brancaccio sospettavano che Ogliastro nell'ambito del suo lavoro fosse venuto a conoscenza degli autori dell'omicidio di un mafioso, Filippo Quartararo; altre versioni ipotizzano che la vittima sapesse qualcosa della morte di uno degli esattori del "mago dei soldi" di Villabate, Giovanni Sucato. Lo sostenne il killer Salvatore Grigoli: a suo dire l'ex poliziotto fu assassinato per errore, perché Cosa nostra riteneva che sapesse qualcosa sulla fine di uno degli esattori di Sucato.

Secondo le dichiarazioni del killer pentito Salvatore Grigoli, Ogliastro fu interrogato e torturato. Successivamente, fu strangolato e il suo corpo fu caricato su una Fiat 127 e nascosto in un luogo rimasto sconosciuto. Per la tragica fine di Ogliastro, nel 2002 un tunisino, Ismail Kammoun, venne condannato in via definitiva all’ergastolo insieme a Luigi Giacalone e Francesco Giuliano. Il corpo del poliziotto non è stato mai ritrovato. L'auto di Ogliastro venne fatta ritrovare dopo più di un anno dalla scomparsa grazie alla trasmissione televisiva "Chi l' ha visto?". La sua famiglia Ogliastro si era costituita parte civile nel processo.

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