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"Ucciso dalla mafia perché operò Provenzano": Attilio Manca, mistero lungo 14 anni

Il caso dell'urologo siciliano trovato morto l'11 febbraio 2004 nella sua casa di Viterbo con una siringa nel braccio. Dopo tanti anni ancora nessuna verità. Per i familiari è stato ucciso per coprire l'intervento medico sull'ultimo padrino, a Marsiglia

Attilio Manca

Operò Bernardo Provenzano durante la sua latitanza e fu poi ritrovato ucciso. Il caso di Attilio Manca compie 14 anni. E' ancora avvolta nel mistero la vicenda del giovane medico di Barcellona Pozzo di Gotto, trovato morto l'11 febbraio 2004 nella sua casa di Viterbo. Manca, 35 anni, era disteso sul letto, seminudo, con il viso sporco di sangue e una siringa piantata nel braccio. I genitori di Manca - urologo specializzato negli interventi alla prostata - sono convinti che il loro figlio sia stato ucciso da Cosa nostra proprio per aver curato Provenzano. Forse per averlo accompagnato nella clinica di Marsiglia dove nel 2003 l'ultimo padrino venne operato proprio alla prostata.

Forse Attilio Manca sapeva troppo. Eppure quella pratica inizialmente finì troppo velocemente in archivio. Un sopralluogo effettuato in tutta fretta e un'indagine poi definita approssimativa convinsero i poliziotti che Manca si era "semplicemente" suicidato con un cocktail di eroina, sostanze alcoliche e ansiolitici. Da quel giorno di metà febbraio i genitori hanno messo insieme una serie di indizi per ribaltare la teoria del suicidio: Manca, infatti, era mancino. Inoltre le siringhe trovate non riportano alcuna impronta digitale del medico, che di certo non si sarebbe preoccupato di indossare dei guanti o ripulire gli strumenti se intenzionato a suicidarsi. Dunque, secondo i genitori, se fosse stato lui a farlo, non si sarebbe iniettato la droga nel polso sinistro ma in quello destro. Per questo i genitori non si arrendono e continuano a lottare.

Manca aveva lasciato la Sicilia per trasferirsi a Viterbo dove era stato assunto come viceprimario. Fu nel febbraio del 2005, quando il pentito Francesco Campanella rivelò ai magistrati della Dda di Palermo il viaggio di Provenzano a Marsiglia, che i genitori dell'urologo cominciarono a sospettare che il figlio potesse essere stato avvicinato per curare il boss pur senza rivelargli la sua identità. E risalgono al gennaio 2005 anche le intercettazioni di Francesco Pastoia, che parlava del viaggio di Provenzano a Marsiglia nel 2003. Il 28 gennaio 2005 Pastoia fu trovato impiccato nella sua cella. 

Secondo la successiva inchiesta dei magistrati, Provenzano sarebbe stato operato alla prostata alla clinica "La Ciotat" da un'équipe composta da Philippe Barnaud e dagli specialisti Breton e Bonin. Durante questo viaggio, secondo la ricostruzione dei genitori di Manca, l'urologo sarebbe entrato in contatto con il boss. Manca sarebbe stato "agganciato" dalla mafia di Barcellona Pozzo di Gotto per unirsi all'équipe di Barnaud durante l'intervento a Provenzano. In effetti l'ultimo padrino all'epoca era ancora libero (fu arrestato nell'aprile 2006) e con una falsa carta d'identità rilasciata dal sindaco di un comune palermitano si muoveva tranquillamente dalla Sicilia alla Francia. Forse Manca ha visitato il boss, prima o dopo l'operazione chirurgica. Forse la mafia ha eliminato uno scomodo testimone.

Alla fine del 2008 la procura di Viterbo ha riaperto le indagini. Ma nel 2012 per la quarta volta la procura di Viterbo ha chiesto l'archiviazione del caso. Incoerenze, depistaggi, sospetti. Un'unica certezza: 14 anni dopo i mandanti del probabile omicidio di Attilio Manca restano ancora sconosciuti. 

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