Lunedì, 14 Giugno 2021
Mafia

Mafia a Montelepre: sette arresti, in manette l'ex autista del sindaco

Blitz dei carabinieri all'alba. Decisiva la collaborazione delle vittime del racket. Un geometra monitorava tutti i cantieri pubblici e privati. Tra gli indagati cinque avrebbero fatto pare della locale famiglia mafiosa, altri due sono accusati di estorsione

Mafia ed estorsioni a Montelepre. Dalle prime luci dell’alba in provincia è stata condotta un’importante operazione antimafia. I carabinieri del Gruppo Monreale hanno eseguito 7 misure di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Dda (GUARDA IL VIDEO CON LE INTERCETTAZIONI). Le indagini sono state coordinate dal Procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai sostituti procuratori Sergio Demontis Daniele Paci. Gli indagati sono ritenuti responsabili a vario titolo di “concorso in associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso in estorsione aggravata e continuata, concorso in tentata estorsione aggravata e continuata, furto di bestiame”. (I NOMI DEGLI ARRESTATI)

Cinque avrebbero fatto parte della locale famiglia mafiosa. Altri due sono accusati di estorsione. Le indagini avrebbero documentato le pressioni estorsive a Montelepre esercitate dai sette arrestati nei confronti di commercianti e imprenditori. E di pizzo si sarebbe occupato anche Salvatore De Simone, 57 anni, autista dell'ex sindaco del paese, Giacomo Tinervia, anche lui coinvolto in passato nelle indagini. In particolare avrebbe chiesto il pizzo a un imprenditore che si stava occupando del rifacimento esterno della palestra comunale.

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L’operazione è un ulteriore approfondimento dell’indagine di più ampia portata denominata convenzionalmente “Nuovo Mandamento”, che ha documentato la riorganizzazione territoriale di cosa nostra nella parte occidentale della provincia di Palermo con la creazione di una nuova sovrastruttura di coordinamento, individuata nell’area di Camporeale, dei due storici mandamenti mafiosi di San Giuseppe Jato e Partinico, e che ha già portato – l’8 aprile e il 17 settembre scorso - all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di complessive 46 persone, tra capi e gregari, per un totale di 53 arresti. Un'indagine che ha realmente disarticolato cosa nostra in alcuni dei suoi centri nevralgici.

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