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Mafia, colpito il "tesoro" dei boss di Misilmeri: confiscati beni per 5 milioni

Si tratta di aziende, veicoli e conti bancari riconducibili a Francesco Lo Gerfo e Mariano Falletta. Entrambi arrestati nel 2012, il primo è ritenuto dagli inquirenti a capo del mandamento, il secondo sarebbe un affiliato

I carabinieri, su provvedimento della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, hanno confiscato beni per un valore di cinque milioni di euro riconducibili a Francesco Lo Gerfo, 55 anni, e a Mariano Falletta, di 59 anni. Il primo è ritenuto dagli inquirenti a capo del mandamento della famiglia mafiosa di Misilmeri, mentre il secondo sarebbe un affiliato.

Entrambi erano stati arrestati, per associazione mafiosa finalizzata all'estorsione, il 17 aprile 2012, nell'operazione "Sisma". Il giudice ha disposto nei confronti dei due l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata rispettivamente di 4 anni e di 2 anni e 6 mesi.

Il provvedimento di confisca riguarda: l'intero capitale sociale e i beni aziendali della società "Green line ambiente srl" con sede a Misilmeri, che opera nel settore dello smaltimento rifiuti; l'impresa di raccolta rifiuti "Falletta Mariano"; un appezzamento di terreno, un fabbricato in corso di costruzione, tre immobili e la nuda proprietà di un immobile a Misilmeri. Infine, 16 rapporti bancari, 21 veicoli industriali e 7 tra auto e moto.

Alcuni dei mezzi confiscati, autocompattatori utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti, sono stati consegnati al Comune di Santa Flavia.
 

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