Un pentito: "Messina Denaro nascosto nella cantina di un palermitano in Veneto"

La clamorosa rivelazione arriva da un collaboratore di giustizia, Emanuele Merenda, ex esattore della mafia: "Il boss si è rifugiato per quattro o cinque giorni nell'abitazione di Vincenzo Centineo a Salgareda, piccolo comune in provincia di Treviso"

Matteo Messina Denaro, il ricercato numero un Italia, potrebbe essersi nascosto per diversi giorni in Veneto, ospite nella casa di un palermitano, Vincenzo Centineo, a Salgareda, piccolo comune in provincia di Treviso. La clamorosa rivelazione arriva da un collaboratore di giustizia, Emanuele Merenda, ex esattore della mafia, di Sant'Angelo di Brolo (Messina) e membro di una organizzazione criminale in Veneto portata a galla e smantellata in questi giorni dall'inchiesta sull'infiltrazione della camorra casalese ad Eraclea, nel Veneziano.

Secondo il pentito di mafia, il boss trapanese si sarebbe rintanato in una cantina di un "edificio di colore giallo", ospite di Centineo, 69 anni, finito agli arresti nel febbraio scorso sempre nell'ambito dell'inchiesta sui Casalesi di Eraclea. Per la precisione, Messina Denaro sarebbe stato ospitato per alcuni giorni in uno stabile di Campo di Pietra, frazione a pochi chilometri da Salgareda. Merenda è considerato attendibile dagli inquirenti.

Centineo - originario di Gangi - risulta in stretto contatto con il boss dei casalesi, Luciano Donadio, con il quale si sarebbe spartito il business del pizzo agli imprenditori veneti e dei prestiti a strozzo tra il Veneto e il Friuli. Queste le parole di Merenda nel corso di un interrogatorio: "Centineo mi ha detto che ha ospitato Matteo Messina Denaro per quattro o cinque giorni a Campo di Pietra". E ancora: "Centinaio mi ha spiegato che prestava denaro senza garanzie ad interessi elevatissimi. Mi ha anche detto che i soldi che impiegava provenivano dal gestore di una cantina di Campo di Pietra riconducibile a dei siciliani che erano dei pezzi da novanta".

Matteo Messina Denaro, 57 anni, è ricercato dal 1993, per associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto e altro. E' originario di Castelvetrano, in provincia di Trapani. E' considerato tra i latitanti più ricercati e pericolosi al mondo e risulta essere attualmente il boss più ricco e potente di tutta Cosa nostra, arrivando a esercitare il proprio potere ben oltre i confini della propria provincia, come in quelle di Agrigento e Palermo.

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