Martedì, 16 Luglio 2024
Mafia

"Ritirava le ricette mediche di Messina Denaro", via al primo processo per un fiancheggiatore del boss

La Procura ha ottenuto l'immediato per Andrea Bonafede, dipendente comunale di Campobello di Mazara, e cugino omonimo del geometra che ha prestato l'identità al mafioso. Fu arrestato il 9 febbraio col dottore Alfonso Tumbarello ed ha respinto le accuse: "Ho fatto una cortesia al mio parente che voleva nascondere la malattia alla sua famiglia"

Via al primo processo per uno dei fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro: Andrea Bonafede, il dipendente comunale di Campobello di Mazara - cugino omonino del geometra che ha prestato l'identità al boss per consentirgli di accedere alle cure - e che si sarebbe occupato di ritirare ricette e prescrizioni, va infatti a giudizio con l'immediato, senza dunque che venga celebrata l'udienza preliminare. Ha scelto il rito abbreviato, quindi si arriverà a sentenza in tempi brevissimi.

L'uomo che ritirava le ricette: "Non sono un mafioso"

Ad appena 4 mesi dalla cattura dell'ex superlatitante, il procuratore aggiunto Paolo Guido ed i sostituti Gianluca De Leo e Pierangelo Padova, ritenendo di avere prove granitiche contro l'indagato hanno chiesto ed ottenuto dal gip l'immediato. Bonafede era stato arrestato il 7 febbraio, poche settimane dopo il blitza alla clinica La Maddalena in cui era stato preso Messina Denaro, assieme al medico di base massone Alfonso Tumbarello. Proprio il giorno dell'arresto del capomafia, peraltro, Bonafede era proprio dal medico.

Cosa sappiamo del boss a 4 mesi dal suo arresto

Secondo la ricostruzione dell'accusa, il dipendente comunale avrebbe fatto la spola tra lo studio del dottore che aveva in cura il boss per farsi prescrivere farmaci e visite e ritirare ricette. Quasi 140 quelle individuate dagli investigatori.

Quando il dottore Tumbarello visitava Messina Denaro

L'imputato si è difeso sostenendo di aver fatto "una cortesia" al cugino omonimo, che "voleva nascondere la sua malattia alla famiglia". In realtà, "Andrea Bonafede" non è affetto da alcun tumore, ma i suoi dati sono stati utilizzati da Messina Denaro per accedere alle cure del Servizio sanitario nazionale.

E' probabile che la Procura decida di procedere con l'immediato anche per altri indagati, la cui posizione - secondo i pm - è chiara e le prove sarebbero schiaccianti, come Giovanni Luppino (l'autista che ha accompagnato il mafioso alla Maddalena la mattina in cui è stato arrestato), ma anche lo stesso cugino omonimo dell'imputato.

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