rotate-mobile
Venerdì, 27 Gennaio 2023
Mafia

Niente documenti nella Giulietta di Messina Denaro, l'auto a Trapani per accertamenti scientifici

A prima vista non è stato ritrovato materiale rilevante per le indagini nel mezzo, ma elementi importanti potrebbero emergere dalle ulteriori verifiche. Non sarebbe stato installato un Gps, che permetterebbe di ricostruire i movimenti del boss. Continuano le perquisizioni a Campobello. Nel primo covo trovate decine di libri, compresa la biografia di Putin

A prima vista nella Giulietta nera del boss Matteo Messina Denaro, ritrovata accanto al covo - totalmente vuoto - di via San Giovanni, a Campobello di Mazara, non ci sarebbe nulla di rilevante. Si dovranno fare accertamenti più accurati, anche di tipo scientifico, e per questo il mezzo è in fase di trasferimento a Trapani. Intanto continuano le perquisizioni in tutto il paese del Trapanese dove l'ex superlatitante ha certamente trascorso gli ultimi mesi prima del suo arresto alla clinica Maddalena, lunedì scorso.

E' improbabile che sulla macchina possa essere stato installato un sistema satellitare Gps, ma se così non fosse lo strumento potrebbe consentire agli investigatori di ricostuire tutti gli spostamenti del boss prima della sua cattura.

Addosso all'autista "pizzini che potrebbero aprire nuovi scenari"

Mentre continuano incessanti i controlli in abitazioni e magazzini per cercare di trovare materiale utile alle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Guido, emergono altri restroscena su quanto custodito nel covo di vicolo San Vito, ultima abitazione del capomafia. A parte i documenti - tra cui un'agenda con nomi e numeri, appunti anche "contabili" - ritenuti "molto interessanti" dagli inquirenti, si scopre che Messina Denaro avrebbe avuto anche una certa passione per la lettura: numerosi i volumi ritrovati, diversi dai temi storici, e anche una biografia di Vladimir Putin.

ritrovamento auto messina denaro 3

Inoltre emergono altri dettagli sui documenti e i pizzini sequestrati all'autista del capomafia, Giovanni Luppino, tra cui ci sarebbe anche un biglietto con il nome dell'oncologo Vittorio Gebbia, che alla clinica Maddalena aveva in cura Messina Denaro. Ci sarebbo anche numeri per le prenotazioni nell'ospedale. Gebbia - come riporta l'Adnkronos - ha sempre sostenuto di non sapere che il paziente fosse il boss, ma che lo conosceva come "Andrea Bonafede". Il fatto però che Luppino, che si trova in carcere, avesse questo tipo di documento con sé è un altro elemento che rende poco attendibile - come l'hanno ritenuta sia pm che il gip - la versione che ha fornito per difendersi. Ovvero che "il signor Francesco", così avrebbe conosciuto il boss, gli avrebbe chiesto di aiutarlo solo lunedì mattina alle 6, accompagnandolo in clinica.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Niente documenti nella Giulietta di Messina Denaro, l'auto a Trapani per accertamenti scientifici

PalermoToday è in caricamento