Lunedì, 15 Luglio 2024
Mafia

Meridionalista e indipendentista, la politica di Messina Denaro: "Essere accusati di mafia è un onore"

In uno dei bigliettini custoditi dalla sorella Rosalia l'ultimo degli stragisti si definisce come uno dei "figli di questa terra di Sicilia stanchi di essere sopraffatti da uno Stato prima piemontese e poi romano, che non riconosciamo" e si dice convinto che "la storia ci restituirà quello che ci hanno tolto in vita"

Non si vergogna a scrivere che "essere incriminati di mafiosità" lo ritiene addirittura "un onore" e non nasconde spinte meridionaliste e indipendentiste (non nuove all'interno di Cosa nostra) definendosi come uno dei "figli di questa terra di Sicilia, stanchi di essere sopraffatti da uno Stato prima piemontese e poi romano, che non riconosciamo", convinto che "la storia ci restituirà quello che ci hanno tolto in vita". E' un pizzino politico quello del 15 dicembre 2013, scritto a stampatello dal boss Matteo Messina Denaro, in modo molto ordinato e con una penna blu, indirizzato a "Patrizia e Francesco".

La "filosofia" di Messina Denaro: vita, morte e il rapporto con la figlia "degenerata"

E' uno dei bigliettini che i carabinieri del Ros, coordinati dal procuratore Maurizio De Lucia, dall'aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Pierangelo Padova, hanno ritrovato nella casa di Castelvetrano della sorella Rosalia, alias "Fragolone", arrestata questa mattina per mafia

Messina Denaro, trovati alcuni "pizzini" scritti dal boss e dalla sorella

L'incipit è chiaro: "Essere incriminati di mafiosità, arrivati a questo punto, lo ritengo un onore. Siamo stati perseguitati come fossimo canaglie, trattati come se non fossimo della razza umana, siamo diventati un'etnia da cancellare. Eppure siamo figli di questa terra di Sicilia, stanchi di essere sopraffatti da uno Stato prima piemontese e poi romano, che non riconosciamo, siamo siciliani e tali volevamo restare".

Il pizzino nascosto nella sedia: così il boss è stato tradito dalla sorella

L'ex superlatitante afferma poi: "Hanno costruito una grande bugia per il popolo, noi il male loro il bene. Hanno affamato la nostra terra con questa bugia. Ogni volta che c'è un nuovo arresto si allarga l'albo degli uomini e donne che soffrono per questa terra, si entra a far parte di una comunità che dimostra di non lasciar passare l'insulto, l'infamia, l'oppressione, la violenza. Questo siamo - conclude - ed un giorno, ne sono convinto, tutto ciò ci sarà riconosciuto e la storia ci restituirà quello che ci hanno tolto in vita".

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