Venerdì, 6 Agosto 2021
Mafia

La "regia occulta" della mafia sul mercato ortofrutticolo, confiscati beni per 150 milioni

Nel mirino della Dia il patrimonio di Angelo e Giuseppe Ingrassia, entrambi palermitani di 61 anni, ritenuti vicini a Cosa nostra. Sono titolari di diversi stand all'interno della struttura di via Montepellegrino

Ingresso del mercato ortofrutticolo

La vita del mercato ortofrutticolo sarebbe stata pilotata dalla mafia, capace di realizzare una vera e propria "regia occulta". E' quanto emerge dalle indagini della Dia, che stamani ha confiscato beni per 150 milioni di euro - in esecuzione di un decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale - ad Angelo e Giuseppe Ingrassia, entrambi di 61 anni, ritenuti vicini a Cosa nostra.

Accertate le pressioni della mafia "sia direttamente sia attraverso prestanome, tramite l'influenza della famiglia dell'Acquasanta, retta dal clan dei Galatolo". 

La Dia spiega che gli Ingrassia sono titolari di vari stand e "profondi conoscitori del metodo di funzionamento del mercato ortofrutticolo. Ne monopolizzavano l’attività attraverso l’utilizzo dei servizi forniti dalla cooperativa Carovana Santa Rosalia (compravendita di merce, facchinaggio, parcheggio, trasporto e vendita di cassette di legno e materiale di imballaggio ndr). Sono stati inoltre raccolti numerosi indizi che, avvalorati dalle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, hanno indotto a ritenere l’esistenza di una vera e propria regia occulta in grado di prestabilire il prezzo dei beni posti in vendita nel mercato, controllare il trasporto su gomma da e per la Sicilia occidentale e i principali centri di approvvigionamento e gestire le ulteriori attività connesse al commercio interno, determinando quindi, una grave distorsione della libera concorrenza, che ha garantito  all’organizzazione criminale ingenti guadagni attraverso attività solo apparentemente lecite". Indagini che hanno avuto riscontro anche da "alcune ordinanze di misura cautelare emesse dal gip di Napoli che contesta agli indagati (tra i quali anche Gaetano Riina, fratello di Totò), di controllare il trasporto su gomma da e per i mercati ortofrutticoli di Fondi, Aversa, Parete, Trentola Ducenta e Giugliano e da questi  verso quelli del Sud Italia, interessando, in particolare, i mercati siciliani di Palermo, Catania, Vittoria (RG), Gela (CL) e Marsala (TP)". 

La confisca riguarda numerosi beni immobili tra cui fabbricati, appartamenti, terreni, negozi e magazzini, quote di partecipazione societaria, autocarri, auto e moto veicoli e diversi rapporti bancari e prodotti finanziari. Giuseppe Ingrassia inoltre è stato ritenuto "socialmente pericoloso” e per questo sottoposto a sorveglianza speciale per quattro anni.

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"Ville, terreni, automobili e moto, negozi e conti correnti per un totale di 150 milioni confiscati in queste ore ad alcuni mafiosi a Palermo, molto bene! Grazie alle forze dell'ordine, avanti cosi', dalle parole ai fatti alla faccia dei chiacchieroni. #lamafiamifaschifo". Commenta su Twitter il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

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