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Domenica, 5 Dicembre 2021
Mafia

Operazione Alexander, pub e ville: sequestrati beni per 40 milioni

Appendice della maxi retata che ha azzerato il mandamento di Porta Nuova. Il caso emblematico dell'Ovinsicula, un'azienda dal valore di circa 30 milioni. A governarla era il boss Ciresi, tradito dai colloqui in carcere. Sigilli anche al pub "Day Just" di via Bixio

Una villa in Sardegna, un pub, un’azienda di macellazione dal patrimonio sconfinato. E anche un gommone, una Bmw. E’ la coda finale, forse, dell’operazione Alexander, la maxi retata che ha azzerato il mandamento di Porta Nuova, nella quale sono stati arrestati 24 uomini (I NOMI). Sequestrati oltre 40 milioni di beni. Gran parte dei profitti di cosa nostra venivano investiti in beni mobili e immobili, intestati a prestanome compiacenti. (GUARDA IL VIDEO DELL'OPERAZIONE)

Maxi operazione dei carabinieri. Il caso emblematico è quello dell’Ovinsicula. Un’azienda dal valore di circa 30 milioni di euro. Una delle più grandi realtà della Sicilia, costituita da un complesso che si occupa dell’allevamento, macellazione e  successiva vendita all’ingrosso di ovini, suini e bovini. Con un’unità operativa  a Mezzojuso, nella quale lavoravano 55 dipendenti, ed un immobile a San Gavino Monreale, in Sardegna.  A governarla era Antonino Ciresi, arrestato tre mesi fa, perché ritenuto responsabile dell’estorsione allo chef Natale Giunta.

L’azienda era intestata a un prestanome, ma il boss Ciresi si è tradito in carcere nel corso dei colloqui con i familiari. "Allora - raccomanda Ciresi al figlio - digli al signor Ania (un socio, ndr) a tutti e due i soci di stare attenti allo “stazzone”... di stare attenti allo stazzone. Poi un’altra cosa, gli dici a Paoluzzu e a tutti... nei conti e nei discorsi voglio assistere io me l’ha detto mio padre, tutta la fiducia ce l’hai sempre tu Paoluzzu però mio padre vuole che io le cose li devo sapere ...” Ciresi faceva raccomandazioni affinché, in caso di controlli, nessuno  rivelasse il suo reale ruolo (“... si merita questo - attacca Ciresi nel corso di un'altra intercettazione - perché è intestato a lui sennò ... inc. ... ah! Poi digli che se lo chiamano io socio non ci sono perché nel mandato di cattura c’è messo che io sono socio... mio padre dichiarazioni non ne ha fatto, perciò lui quando viene chiamato ma quali soci... veniva a leggersi il giornale, ogni tanto vendeva qualche vitello...

Sequestrato anche il pub “Day just” di via Nino Bixio, un gommone modello “Led 33”, l’imbarcazione modello “Saver 330 sport”, una Bmw Minicooper e un acquascooter. Beni che appartenevano ad Antonino Seranella, braccio destro del capo dei capi di Alessandro D’Ambrogio, formalmente dipendente della Social Trinacria Onlus società fornitrice di servizi partecipata della Regione Siciliana (recentemente Crocetta aveva denunciato il caso di 48 dipendenti che dal carcere continuavano a percepire il sussidio regionale). Di fatto nullafacente. Percepiva uno stipendio di circa 1.000 euro al mese ma aveva un tenore di vita palesemente elevato. Anche troppo. 

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