La mafia a San Siro: "Il ritorno dei vecchi capi e i legami con i clan palermitani"

L'indagine del Corriere della Sera sul tifo organizzato della Curva Nord dell'Inter e il ruolo di Vittorio Boiocchi, capo dei Boys San, condannato in un’inchiesta che ha visto coinvolti anche i Fidanzati e i fratelli Mannino: "Vicino ai mafiosi palermitani Di Marco e Guzzardi" 

La Curva Nord dell'Inter

I delicati equilibri della mafia palermitana si intrecciano con quelli dei gruppi ultras dell'Inter (e del Milan). Lo rivela il Corriere della Sera che oggi ha pubblicato un'indagine assai dettagliata. Per quanto riguarda la Curva Nord nerazzurra, i fatti dello scorso 26 dicembre a margine di Inter-Napoli e i relativi guai giudiziari di Marco Piovella e Nino Ciccarelli avrebbero portato a un cambio nei vertici.

"Una discontinuità che, appunto, secondo la regola del cambiare tutto per non cambiare niente, ha portato in realtà a una restaurazione del vecchio direttivo interista - scrive il Corsera -. Nel nuovo-vecchio direttivo, oltre all’onnipresente Franchino Caravita (e al figlio Alessandro) c’è anche l’ombra pesante di un nome storico del tifo interista e della criminalità: Vittorio Boiocchi, 66 anni, condannato negli anni Novanta a 30 anni di carcere per narcotraffico e rapine in un’inchiesta che ha visto coinvolti anche i palermitani Fidanzati (cosa nostra), i fratelli Mannino e il narcos Salvatore Papandrea".

Boiocchi è un nome pesantissimo nella curva nerazzurra. "E' stato capo dei Boys San, il gruppo più numeroso degli ultrà nerazzurri, ma anche vicino ai clan palermitani Di Marco e Guzzardi di Trezzano sul Naviglio - spiega il Corriere della Sera -. Negli anni Novanta viveva a Cesano Boscone ed era strettamente legato a Mario Pisu, detto Marco, (altro capo dei Boys, poi pentito) e allo stesso Ciccarelli. Si vocifera anche di rapporti con i siciliani Calaiò, della Barona, a suo tempo vicini al leader dei Viking Juve Loris Grancini. Sull’influenza di Boiocchi si parla molto negli ambienti del tifo nerazzurro. Soprattutto chi ha poco gradito la svolta verso l’ultradestra della Nord e la presenza di personaggi legati a doppio filo con la criminalità organizzata".

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