Mafia

Revocati i domiciliari al boss condannato per mafia: Pollichino torna in cella

La decisione è stata assunta su iniziativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e in applicazione del decreto del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede

Il tribunale di sorveglianza di Potenza ha revocato i domiciliari al boss Pietro Pollichino. La decisione è stata assunta su iniziativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e in applicazione del decreto del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha stabilito la rivalutazione delle posizioni dei detenuti scarcerati a causa dell'emergenza sanitaria.

Pollichino, esponente di Cosa nostra nel mandamento di Corleone, era detenuto in regime di Alta sicurezza nel carcere di Melfi. Condannato in via definitiva a sei anni e otto mesi per associazione a delinquere di stampa mafioso, oggi ha 78 anni e deve scontare ancora oltre un anno di reclusione. Il suo fine pena è fissato nel luglio del 2021, ma il 28 aprile scorso aveva ottenuto dal tribunale di Sorveglianza di Potenza nove mesi di domiciliari nella sua casa di Corleone (due relazioni mediche avevano attestato l'incompatibilità con la detenzione in carcere per patologie pregresse di tipo cardiaco).

Gli arresti casalinghi, però, sono durati meno di 30 giorni: il mafioso è stato condotto nel carcere Pagliarelli di Palermo, in attesa di essere trasferito a Napoli. Per Pollichino è stato infatti indicato dal Dap il carcere di Secondigliano.

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