"Tentata estorsione a Natale Giunta", sequestro beni per Giovanni Rao

L'uomo, 47 anni, è finito in carcere ad aprile per tentata estorsione ai danni del ristoratore. Minacce "giustificate" dalla sua appartenenza a Cosa Nostra. Dalle indagini patrimoniali erano venute fuori varie incongruenze

E' stato arrestato lo scorso aprile con l'accusa di tentata estorsione al noto ristoratore Natale Giunta con l'aggravante del metodo mafioso. Dopo le indagini patrimoniali effettuate la guardia di finanza su un uomo di 47 anni, Giovanni Rao, in esecuzione di un provvedimento emesso dal tribunale, gli sono stati sequestrati beni per 650 mila euro: un'attività commerciale, cinque fabbricati, tre auto ed un motociclo, nonché le disponibilità finanziare depositate fra conti correnti e polizze assicurative.

L'uomo si era reso responsabile di vari reati, tra cui tentata estorsione e minacce plurime, in collaborazione con altri soggetti, secondo i più classici cliché delle organizzazioni malavitose. L'ultima vittima finita nel mirino è stato Natale Giunta, al quale il 47enne aveva chiesto di "mettersi a posto" per potere proseguire incolume con la propria attività. A più riprese l'uomo aveva fatto presente al ristoratore di appartenere all'organizzazione malavitosa, chiedendo così ingenti somme di denaro utili per il sostentamento delle famiglie dei detenuti. E dai tentativi resistenza opposti è nata un'escalation di intimidazioni: tentativi di intrusione, danneggiamenti fino al ritrovamento di una tanica di benzina utilizzata per convincere la vittima a cedere alle richieste.

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Gli accertamenti patrimoniali delle fiamme gialle hanno permesso di ricondurre all'uomo un'attività commerciale di vendita di componenti elettronici del capoluogo, formalmente intestata al figlio ma di fatto da lui gestita, cinque immobili, tre automobili, una motocicletta ed una grossa somma di denaro, tra conti correnti, depositi a risparmio e polizze assicurative, per il valore complessivo di 650 mila euro. Tale patrimonio non è risultato "in linea" con i redditi dichiarati e dunque posto sotto sequestro.

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