Venerdì, 22 Ottobre 2021
Mafia Noce

Mafia, lo zio denuncia il nipote boss: quattro arresti alla Noce

A fare scattare le indagini è stata la denuncia di un anziano boss nei confronti del nipote, Fabio Chiovaro, capomandamento del quartiere. Stanco di subire le sue minacce si è rivolto alla polizia

Estorsioni a gogò nella zona della Noce: lo zio denuncia, la polizia fa scattare gli arresti. Si chiama "Family Crimes" l'operazione che all'alba di oggi ha portato alle ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dall'Ufficio del Gip su richiesta della Dda di Palermo. In manette è finito anche il capomafia del mandamento della Noce, Fabio Chiovaro, 43 anni (già detenuto per espiare una condanna per mafia) con l'accusa di estorsione e tentata estorsione aggravati dall'aver favorito l'organizzazione criminale "Cosa Nostra". Arrestata anche la moglie Loredana D’Amico (36 anni), il cognato, Giuseppe Vallecchia, 37 anni e Tommaso Cospolici, 39. Tutti i coinvolti nell'operazione fanno parte dei "quadri mafiosi".

(L'ARRIVO DEGLI ARRESTATI IN QUESTURA/VIDEO)

Un'indagine lunga e articolata, quella condotta dagli agenti della sezione "Criminalità Organizzata" della Squadra Mobile. Gli agenti hanno pedinato a lungo uno degli arrestati, Giuseppe Vallecchia "dedito - spiega la polizia - alle attività criminali alla Noce". A fare scattare le indagini è stata però la denuncia dello zio di Chiovaro, vecchio capomafia, nei confronti del nipote, il nuovo boss della Noce, che ha accusato il familiare e la moglie di avergli estorto 4 mila euro: una somma che in precedenza gli era stata data sottoforma di regalo in un momento di bisogno. Stanco di subire minacce dal nipote per avere indietro i soldi, l'anziano si è presentato alla Squadra mobile per denunciare la vicenda, accusando anche gli altri due esattori, Vallecchia e Cospolici. 

Dalle intercettazioni emerge come Chiovaro, nonostante il carcere, sia ancora uno dei capi carismatici del locale mandamento criminale. La "veicolatrice" era Loredana D'Amico, che dopo gli incontri col marito, impartiva ordini a Vallecchia. E' stato proprio Vallecchia, l'"esecutore", ad attivarsi per recuperare il denaro che in precedenza era stato regalato allo zio. Minacce di morte, "pressing" asfissiante, fino a quando l'anziano boss non si è arreso, consegnando i soldi. Strozzinaggio e intimidazioni. Ma non è stata l'unica estorsione "messa a segno". In un'altra occasione Chiovaro avrebbe rivoluto indietro (gratis) anche un quadro per il quale era stata donata una caparra di mille euro. Quindi l'ordine, sempre attraverso la moglie, al cognato Vallecchia e Cospolici di recuperare l'opera.
(Nelle foto, da sinistra a destra: Giuseppe Vellecchia, Fabio Chiovaro, Loredana D'Amico e Tommaso Cospolici)

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