"Legato ai boss mafiosi Provenzano e Lo Piccolo", confiscato patrimonio di Andrea Impastato

Passano allo Stato beni per 150 milioni riconducibili al 72enne di Cinisi, arrestato nel 2002. Il padre Giacomo, detto "u sinnacheddu", era esponente mafioso di spicco della famiglia locale e in costante relazione con i Badalamenti. Il fratello Luigi morì in un agguato nel 1981

Beni per oltre 150 milioni di euro sono stati confiscati dalla polizia ad Andrea Impastato, 72enne di Cinisi, considerato esponente di spicco di Cosa nostra e prestanome dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. A  eseguire il provvedimento di primo grado gli agenti della divisione anticrimine della Questura. Il provvedimento è stato emesso, su proposta del procuratore della Repubblica di Palermo, dal tribunale. Andrea Impastato è figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, in costante relazione con i Badalamenti, e fratello di Luigi, già indiziato mafioso e ucciso a Palermo a colpi d'arma da fuoco nel corso di un agguato il 22 settembre 1981.

L'indagine è stata indirizzata "alla verifica di eventuali profili di sproporzione esistenti tra il patrimonio disponibile e il profilo economico e finanziario anche in relazione alla platea di prestanome e fiduciari che gli hanno consentito, nel tempo, di realizzare un 'impero economico' costituito da numerose imprese operanti nel settore edile, in quello dei trasporti, dell'estrazione del materiale da cava, del turismo, da numerosi beni immobili". Tra questi, il Calamancina residence a San Vito Lo Capo (TP) e un complesso immobiliare adibito a centro commerciale di oltre 50 mila metri quadrati a Carini (affittato adesso a una società di grande distribuzione commerciale estrenea al procedimento ndr), una cava tra Carini e Montelepre, due complessi industriali per lo stoccaggio di merci e per la preparazione di inerti e conglomerati cementizi, 40 appezzamenti di terreno a Terrasini, Cinisi, Carini, Montelepre, Monreale, San Vito Lo Capo, oltre che a rapporti bancari e finanziari.

"Il 2 ottobre 2002 - spiega la polizia - Impastato è stato arrestato per associazione per delinquere di stampo mafioso al termine di una lunga e complessa indagine antimafia della Squadra mobile di Palermo, volta a sradicare un gruppo criminoso impegnato ad amministrare e gestire il patrimonio corleonese".

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Le indagini, che hanno portato all'arresto di Impastato hanno avuto origine da una attività nei confronti di Giuseppe Lipari, arrestato il 24 gennaio 2002, condannato in via definitiva per associazione mafiosa proprio per la sua vicinanza a Bernardo Provenzano. Lipari era il principale referente degli interessi economici dell'allora superlatitante per conto del quale aveva amministrato il suo ingente patrimonio. Proprio dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari, è emerso che "Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale lo stesso Lipari avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni". L'imponente attività di indagine sviluppata dalla Squadra mobile di Palermo nelle operazioni antimafia culminate nell'arresto di centinaia di indiziati mafiosi e di numerosi latitanti ha fatto emergere "una serie di contatti di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, quali Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo". L'8 giugno 2005 Impastato è stato condannato dalla Corte d'Appello di Palermo a 4 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, libertà vigilata per un anno. Risale al 5 gennaio 2008 il sequestro dell'ingente patrimonio oggi confiscato.

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Aziende confiscate: 
- M.E.C. Mediterranea Edil Commerciale s.r.l con sede a Cinisi;
- IN.CA.S. Inerti Calcarei Sud s.r.l. con sede a Montelepre; 
- MEDI. TOUR s.r.l. con sede a Palermo; 
- Prime Iniziative s.r.l. con sede a Carini; 
- Paradais s.r.l. con sede a Montelepre; 
- Impresa individuale Impastato con sede a Montelepre; I 
- Icocem s.r.l. con sede a Montelepre.
 
 

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