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Mafia e cantieri navali, scarcerate le sette persone coinvolte

Due giorni fa sono tornati in libertà Vincenzo Procida e Rosario Viola, mentre le altre cinque erano state rilasciate nei giorni scorsi perchè il tribunale del riesame non ha ritenuto sufficienti le prove a carico

Mafia e cantieri navali. Per sette persone arrestate lo scorso 17 aprile è stata ordinata la scarcerazione da parte del tribunale del Riesame di Palermo, che non ha ritenuto sufficienti le prove a carico.

Cinque delle sette persone coinvolte, tutte residenti fra Sicilia e Liguria, erano stati rilasciati nei giorni scorsi. Due giorni fa sono tornati in libertà anche Vincenzo Procida, 35 anni, e Rosario Viola, 62, che ora potrebbero richiedere risarcimento allo Stato per l'ingiusta detenzione di 32 giorni. "Mio padre ha sempre lavorato onestamente – afferma a PalermoToday il figlio di Viola, Giuseppe - e noi siamo nel modo più assoluto estranei alla vicenda".

La famiglia Viola sta valutando se chiedere un risarcimento per i danni d'immagine e materiali procurati. "Già i pm che si erano occupati precedentemente dell'inchiesta, tra cui Antonio Ingroia - spiega Giuseppe Viola - non avevano ritenuto che ci fossero gli estremi per un arresto. Chi ha preso in mano l'indagine dopo ha disposto l'arresto in base alle rivelazioni di un pentito, Angelo Fontana, che in seguito non è stato ritenuto attendibile".

Il provvedimento, che aveva disposto anche il sequestro dell'intero complesso aziendale delle società "Nuova Navalcoibent srl", con sede in La Spezia, "Eurocoibenti srl" e "Savemar srl", entrambe con sede in Palermo, è il frutto di lunghe ed articolate indagini condotte dal personale del Centro Operativo di Palermo e di Genova in materia di infiltrazioni mafiose nel settore della cantieristica navale che - secondo il procuratore Francesco Messineo - è "l'affare futuro di Cosa nostra". (VIDEO)

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