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Mafia, intestazione fittizia di beni: arrestati tre prestanome tra Partinico e Borgetto

Imponente operazione antimafia condotta dai carabinieri della compagnia di Partinico. In manette alcuni prestanome di boss mafiosi ai quali era stata ceduta un'azienda sequestrata. L'obiettivo era eludere le leggi in materia di prevenzione patrimoniale

Benedetto Valenza, il "ras" del calcestruzzo

Quaranta carabinieri impegnati tra Partinico e Borgetto, supportati dall'alto da un elicottero. E' in corso dall'alba di oggi un'imponente operazione antimafia condotta dai militari della compagnia di Partinico che hanno arrestato tre prestanome di boss mafiosi. (VIDEO)

Le indagini sono coordinate dalla Dda di Palermo e documentano come "uomini vicini a organizzazioni mafiose - spiegano gli inquirenti - al fine di eludere le leggi in materia di prevenzione patrimoniale, hanno attribuito fittiziamente a terzi la titolarità di beni aziendali e finanziari dell'impresa di Borgetto "Euro calcestruzzi" di Filippo Scrozzi& c. snc, sottoposta a sequestro per un valore di 400 mila euro.

Delle tre persone arrestate oggi una è finita in carcere e le altre due ai domiciliari. Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Palermo, Fernando Sestito. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di concorso nella fittizia intestazione di beni. In manette Benedetto Valenza, 51 anni, chiamato il "ras del calcestruzzo", e trasferito in carcere a Palermo. Filippo Scrozzo (57 anni) e Giuseppe Giaimo (48 anni), sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

L'operazione è stata chiamata "Benny 3" ed è una costola delle indagini convenzionalmente denominate "Benny" e "Benny 2", condotte dai carabinieri di Partinico e Monreale, e concluse nell’'anno 2009 e 2012 con l'’arresto di diversi imprenditori operanti nel settore della produzione e trasporto di calcestruzzo, prestanomi di Benedetto Valenza.

Valenza, imprenditore di Borgetto nel settore della produzione e fornitura di calcestruzzo, è figlio di Salvatore e nipote di Erasmo, esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Borgetto nonché vittime di lupara bianca 30 anni fa poiché uomini d'’onore legati al gruppo di Gaetano Badalamenti. Benedetto Valenza, "sebbene non condannato per 416 bis, è da sempre ritenuto vicino alla locale consorteria mafiosa capeggiata dalla famiglia Vitale. "E’' dunque acclarato - dicono gli inquirenti - che Valenza sia stato negli anni ‘Novanta l’'imprenditore di riferimento nella produzione di calcestruzzi delle famiglie mafiose dei Vitale e dei Brusca e che le sue imprese siano state agevolate nel libero mercato, raggiungendo una posizione di monopolio grazie alla protezione di Cosa Nostra".

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