Dagli omicidi di mafia alla passione per il latino, libero il killer Santi Pullarà: "E' cambiato"

La decisione del tribunale di Sorveglianza di Firenze per l'ergastolano di 54 anni, condannato per sette omicidi e figlio dello storico boss di Santa Maria di Gesù, Giovan Battista. Era in semilibertà dal 2016. Il provvedimento nonostante l'allarme della questura di Palermo: "Attuali i legami con Cosa nostra"

Nel suo "curriculum" criminale si contano ben sette omicidi di mafia, compiuti tra il 1990 e il 1991, e dei suoi 53 anni, ben 27 li ha trascorsi in cella, a scontare l'ergastolo. Secondo i giudici, però, negli anni è cambiato, tanto che si è appassionato ai classici della letteratura latina e greca. Ed è proprio per questo "ravvedimento" che il tribunale di Sorveglianza di Firenze ha deciso di concedere la libertà condizionata al killer di mafia Santi Pullarà, figlio di Giovan Battista, storico capomandamento di Santa Maria di Gesù, morto nel 2001, e genero di don Peppino Farinella, componente della commissione di Cosa nostra e capomafia di San Mauro Castelverde, condannato per le stragi del 1992 come mandante e poi morto in carcere a 91 anni nel 2017. Pullarà è anche cognato di Domenico Farinella, detto Mico, pure lui tornato in libertà lo scorso anno dopo 25 anni e recentemente riarrestato perché avrebbe ripreso il proprio ruolo al vertice del clan di San Mauro. 

I giudici fiorentini sottolineano che in carcere Pullarà ha conseguito la laurea breve in Lettere col massimo dei voti e che adesso sta studiando per la specialistica in Storia medievale con una tesi sulla Sicilia e che "ha seguito con autentico interesse i gruppi culturali seminariali, organizzati da volontari dell'università di Siena, con la presenza anche di professori che lo hanno molto sostenuto, offrendogli stimoli positivi, fiducia nella possibilità di cambiamento e riscatto".

Tra le vittime di Pullarà c'è Antonino Cusimano, assassinato con tre colpi di pistola nelle campagne di Castelbuono, il 2 ottobre del 1990. Cusimano, titolare di un’agenzia di assicurazione, sarebbe stato eliminato per non avere pagato dei debiti a persone protette dai Farinella. Ma il boss che ora potrà godere della libertà condizionata, assieme al suo gruppo di fuoco, ha anche ammazzato un bambino di appena 4 anni, Andrea Savoca, che era in macchina con la vittima designata, cioè suo padre. Tra le altre vittime figura anche Colombina Steri, 21 anni, assassinata anche lei perché si trovava al fianco del fidanzato, Alfredo Maiolino, 24 anni, vero obiettivo dei killer.

Il tribunale di Sorveglianza di Firenze ha messo in evidenza che l'ergastolano Pullarà all'epoca dei fatti aveva solo 23-24 anni e che adesso è una persona diversa, grazie allo studio dei classici e del latino, che gli ha consentito di cambiare vita. 

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La decisione che arriva dalla Toscana è in contrasto con le valutazioni della questura di Palermo che, solo qualche mese fa, aveva fatto presente alla prefettura di Siena la "probabile attualità di collegamenti del detenuto con la criminalità organizzata". Una "attualità" che il tribunale di Sorveglianza non ritiene riscontrata: già dal 2016, infatti, Pullarà fruiva comunque della semilibertà, ovvero tornava in carcere solo la sera per dormire, mentre durante la giornata lavorava come cameriere e aiuto cuoco, ma anche come assistente a persone con gravi disabilità fisiche e psichiche per due diverse cooperative.

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