Ennesima intimidazione a Valeria Grasso: "Chiedo più attenzione per chi sfida la mafia"

Due episodi in pochi giorni, nei pressi teatro Massimo e in via Dominici, dove c'è la palestra gestita dall'imprenditrice. La testimone di giustizia affida a un lungo post sulla propria pagina Facebook il racconto di quanto accaduto

Valeria Grasso

Ancora una minaccia, anzi due, per la testimone di giustizia Valeria Grasso, che affida a un lungo post sulla propria pagina Facebook il racconto di quanto accaduto.

"Circa una settimana fa - scrive - mi trovavo a passeggio con Sonia Alfano, mia cara amica, nei pressi del Teatro Massimo. Abbiamo lasciato le macchine e siamo andate a piedi a fare due passi in centro con le rispettive tutele. Mentre passeggiavamo tranquille, un signore in bicicletta, con capello e occhiali, passando vicino, mi ha voluto dare il solito messaggio intimidatorio, e in dialetto mi ha detto più volte e con la cadenza tipica mafiosesca le parole, 'Tutto a posto con la palestra?'. E per essere sicuro che avessimo sentito bene, lo ha ripetuto più volte allontanandosi e aggiungendo, 'Ti sei salvata?'". "In casi come questi - aggiunge -, la tutela, che per me è di un solo uomo, non può lasciare la persona ma deve proteggerla e quindi nessuno ha potuto inseguire e procedere all'identificazione del personaggio in bicicletta. La stessa cosa ha fatto la scorta di Sonia Alfano e siamo dovute risalire sulle rispettive auto. Gli uomini delle forze dell'ordine in servizio hanno poi steso una relazione dell'accaduto. Un episodio che mi ha scosso - dice ancora Valeria Grasso - ma al quale non ho voluto dare rilevanza mediatica".

La testimone di giustizia ha poi ricevuto la telefonata del prefetto, Francesca Cannizzo, dopo che questa era stata informata dell'episodio. "Desidero ringraziare il prefetto Cannizzo per la sua sensibilità nei miei confronti - dice la Grasso - e al comandante della mia tutela, al quale però ho anche detto come non sia stato possibile procedere con l'identificazione dell'uomo in bicicletta. Essendo da solo, la tutela non ha potuto seguirlo e quella di Sonia non ha potuto fare altrimenti".

"Io non sono sola - dice ancora Valeria Grasso - io lo so che le Istituzioni e la società civile mi sono vicine. Dopo le catene, le dimostrazioni, le attestazioni di stima e tutto quello che è accaduto negli anni scorsi, so che posso contare sulla comprensione di chi è deputato a rappresentare lo Stato. Io chiedo più mezzi e attenzione da parte del comitato dell'ordine e della sicurezza, affinché ai testimoni di giustizia sia consentito di vivere una vita normale e garantita la sicurezza. Io ho una tutela di IV livello e non voglio fare la vip dell'antimafia, chiedo solo attenzione e mezzi per me e per tutti quelli che come me hanno affrontato la mafia a viso aperto. Io sono pronta a rinunciare alla mia tutela - continua Valeria Grasso - perché o è adeguata o io non voglio sprechi inutili e soprattutto non metto a repentaglio la vita di altri, esposti a causa mia".

Ma quello accaduto a piazza Massimo è solo l'ultimo episodio. "Due giorni fa nella mia palestra è venuto un signore, dicendo che era mandato dal titolare di un'attività commerciale che si sa essere riconducibile a una famiglia mafiosa - spiega Valeria Grasso - il quale gli aveva detto che la mia era una bella palestra e di andare a vedere. Tutto davanti a me e alla mia tutela, senza che nulla potessimo fare o dire, perché dal punto di vista formale è stato tutto perfettamente legittimo. È il linguaggio mafioso che è molto chiaro. A questa gente, con la quale ormai parlo attraverso la stampa, voglio dire vigliacchi. Venite a viso aperto, con la vostra faccia, non nascondetevi come fantasmi. Se avete qualcosa da fare, fatelo a viso aperto. Io in Tribunale a denunciare ci sono andata con la mia faccia".

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"Quello che è accaduto ha del surreale - commenta Sonia Alfano - siamo tutti rimasti agghiacciati che in pieno centro, in una zona pedonale dentro la quale abbiamo voluto recarci a piedi lasciando le auto fuori, un signore possa essersi avvicinato da dietro, riconoscendo Valeria, anzi come se la stesse aspettando, minacciandola. Quello che ci chiediamo adesso, dopo la relazione fatta dalle nostre tutele, è come di stanno muovendo e cosa intendono fare le Istituzioni preposte alla sicurezza di Valeria. Io mi unisco ai ringraziamenti di Valeria nei confronti del prefetto Cannizzo ma mi auguro che le altre Istituzioni dello Stato dimostrino la stessa sua sensibilità. Mi sembra chiaro che la tutela che è stata assegnata a Valeria, non è più sufficiente e il livello di sicurezza non più adeguato. Il vicemnistro Bubbico sa bene qual è la condizione di Valeria e il rischio cui è sottoposta. Auspichiamo l'intervento di tutte le Istituzioni preposte. E' intollerabile che certi discutibili personaggi godano di scorte esagerate mentre persone come Valeria siano messe a rischio con una tutela inadeguata al suo livello di sicurezza".

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