Martedì, 16 Luglio 2024
Mafia Tribunali-Castellammare / Via Materassai

"Edificio alla Vucciria acquistato lecitamente", assolti il boss Giuseppe Corona e la moglie

Scagionato dall'accusa di intestazione fittizia anche il fratello della donna. L'imputato, a giugno dell'anno scorso, è stato condannato a 19 anni e mezzo di carcere perché avrebbe gestito in modo trasversale gli affari di diversi clan

Nessuna intestazione fittizia e nessun acquisto con proventi illeciti in relazione ad un immobile di via dei Materassai, alla Vucciria. Cadono le accuse per il "cassiere" Giuseppe Corona, per la moglie Maria Laura Bonaccorso e per il fratello di quest'ultima, Roberto: i tre sono stati infatti assolti dalla quarta sezione del tribunale, presieduta da Bruno Fasciana.

La Procura aveva chiesto una condanna a 3 anni e mezzo per Corona e a 3 anni ciascuno per gli altri due imputati. I giudici hanno però accolto le tesi degli avvocati Giovanni La Bua, Antonio Turrisi e Antonio Sottosanti, che hanno dimostrato la regolarità dell'acquisto dell'immobile in cui per un periodo c'era anche un pub. Nello specifico, la moglie di Corona avrebbe pagato l'edificio con un assegno circolare dal conto di una tabaccheria di cui è titolare: tutto alla luce del sole, dunque.

Corona, formalmente cassiere della caffetteria Aurora, di fronte al porto, sarebbe stato anche il "re delle scommesse" all'ippodromo e si sarebbe occupato di ben altri affari per conto di Cosa nostra, facendo investimenti in modo trasversale e per conto di vari clan, soprattutto Porta Nuova e Resuttana, tra centri scommesse, compro oro e persino la vendita di preziosi al Monte dei Pegni. Accuse, basate sulle risultanze dell'operazione "Delirio" del 2018 per le quali, a giugno dell'anno scorso, è stato condannato a 19 anni e mezzo di carcere.

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