Martedì, 16 Luglio 2024
Mafia

Mafia, droga e affari a Roma: quarta condanna per il "dottore" di Cosa nostra Giuseppe Guttadauro

All'ex primario del Civico sono stati inflitti 5 anni in continuazione con le altre sentenze. Otto anni anche al figlio minore, Mario Carlo, che secondo la Procura sarebbe stato il suo alter ego a Palermo. I due erano stati arrestati a febbraio dell'anno scorso dal Ros dei carabinieri

"Riina era una bestia, ma questi sono tutti incapaci, non hanno personalità e possono fare solo lavoretti", questo pensava degli affiliati a Cosa nostra uno dei suoi esponenti di spicco, Giuseppe Guttadauro, ex primario del Civico e già condannato tre volte per mafia, che impartiva "lezioni" di mafia a suo figlio, soprannominato "l'insospettabile", Mario Carlo, 33 anni, che secondo la Procura sarebbe stato il suo alter ego per gestire gli affari a Palermo. Entrambi, la settimana scorsa, sono stati condannati dal gup Ermelinda Marfia, che li ha processati con il rito abbreviato.

A scuola di mafia: "Riina era una bestia, ma questi sono tutti incapaci"

Come richiesto dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Bruno Brucoli e Francesca Mazzocco, che hanno coordinato l'inchiesta del Ros dei carabinieri che aveva portato - a febbraio dell'anno scorso - all'arresto di padre e figlio, sono stati inflitti 5 anni (in continuazione con le precedenti condanne) a Giuseppe Guttadauro e 8 anni a Mario Carlo.

Il boss tra droga e salotti romani: "Se serve rompo le corna pure all'ex ministro"

Il "dottore" Guttadauro avrebbe anche cercato di comprare una laurea in Odontoiatria in Albania al più piccolo dei suoi eredi, al quale dava anche lezioni di mafia: "Tutti, tutti, tutti, nel mentre uno, però, l'onorevole Lima poi prendono sempre: 'Quello non è stato capace di fare quello che doveva fare, li ha presi in giro', l'invidia che quella era gente un poco, culturalmente più... ma quello (Riina, ndr) quello una bestia era - spiegava Giuseppe Guttadauro - e ha combinato quel fatto, è finita, ha distrutto tutte cose". Il figlio gli rispondeva: "Doveva nascere un altro scienziato, deve nascere... Ci vuole uno scienziato vero per riordinare i giocattoli". Così il padre lo incitava: "Ti devi evolvere, hai capito? Il problema è: rimanere con quella testa... ma l'evoluzione".

Lo scontro con gli Abbate della Kalsa: "Una storia di corna e infamità finita a bastonate"

Per evitare problemi, il "dottore", ormai residente a Roma, raccomandava al figlio: "Noialtri ci dobbiamo vedere il meno possibile, per cose necessarie", perché "ci sono quattro banditelli da tre lire" e se la prendeva anche con il pentito Francesco Colletti, ex boss di Villabate, catturato con il blitz "Cupola 2.0" di dicembre 2018: "Questo capo di tutto, neanche un giorno di carcere si è fatto e si è già pentito, ma di chi stiamo parlando?".

Il retroscena della cattura: il "dottore" era in Marocco da mesi

Inoltre, dalle intercettazioni era venuto fuori che, nonostante la sua fedina penale, Guttadauro senior non avrebbe avuto alcuna difficoltà a muoversi nei salotti romani: un facoltosa signora, sposata con un medico e docente dell'università La Sapienza, si sarebbe infatti rivolta proprio a lui per risolvere una controversia da 16 milioni con una banca. L'imputato si diceva disposto a ricorrere anche alle maniere forti nei confronti dell'ex ministro Mario Baccini che, assieme ad un consigliere di Stato, Eugenio Mele, avrebbero a suo dire ostacolato gli interessi della donna: "Se poi a Baccini gli devo rompere le corna per davvero, gliele rompiamo - sosteneva - non è che è un problema" e ancora: "Può essere che ci mandiamo qualcuno a dargli due colpi di legno e basta".

Il "dottore" da Roma avrebbe pensato in grande anche in relazione al traffico di droga: grazie ai contatti con un criminale albanese e alla collaborazione di un assistente di volo dell'Alitalia, che avrebbe dovuto trasportare i soldi in Sud America. Il gip Claudia Rosini, che aveva disposto gli arresti, aveva scritto - non a caso - che Guttadauro era "assolutamente irriducibile al rispetto delle regole dell'ordinamento giuridico". Ora la nuova condanna per mafia.

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