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L'intervista a Oggi

Gaspare Mutolo e l'amicizia con l'Uomo Plasmon: "L'unico che mia moglie faceva entrare quando ero in carcere"

Nella lunghissima intervista a "Oggi", il pentito di mafia parla anche del rapporto con Fioravante Palestini, salito alla ribalta negli anni Sessanta come protagonista della pubblicità dei celebri biscotti e poi coinvolto in un maxitraffico di droga dalla Thailandia

"Era l'unico uomo che mia moglie faceva entrare quando bussava alla porta". Così Gaspare Mutolo, detto "Asparinu", pentito di mafia, uscito dal programma di protezione dello Stato lo scorso 7 aprile dopo oltre 30 anni da collaboratore di giustizia, parlando del periodo in cui era in carcere, traccia il profilo dell'amico Fioravante Palestini in una lunga intervista concessa al settimanale Oggi. Palestini, meglio noto come l'Uomo Plasmon, salì alla ribalta negli anni Sessanta come protagonista della pubblicità dei celebri biscotti, poi rimase invischiato negli anni Ottanta in una gigantesca importazione di eroina dalla Thailandia.

"Lui. Si chiama Fioravante Palestini. Lo coinvolsi nel traffico di droga. Comprava anche lui da Koh Bak Kin (trafficante di Singapore, ndr) e rivendeva. L'hanno arrestato mentre attraversava il Canale di Suez con 250 chili di droga", dice Mutolo descrivendo la figura di Palestini.

"Quando è uscito - racconta l'ex autista di Totò Riina - una giornalista ha cercato di mettermelo contro: 'Se non era per Mutolo, sarebbe andata in modo diverso'. L'Uomo Plasmon ha risposto: 'Cosa c'entra Mutolo? Non ero un ragazzino. Quello era un lavoro e conoscevo i rischi che correvo'. Fioravante - prosegue Mutolo - ha dormito spesso a casa mia, aveva una stanza tutta per sé. Ha proseguito l'attività anche per me, quando mi hanno arrestato nel 1982".

Poi Palestini, nel 1983, venne bloccato nel Canale di Suez. Successivamente si è rifatto una vita. "Uscito dal carcere - continua Mutolo - gli hanno dato da gestire una pompa di benzina nel porto di Giulianova, sua città natale. Una volta ci è arrivato su un pattino partito da Sebenico, in Croazia, remando per oltre 30 ore. Era il 2009. Nel 2017 ha rifatto l'impresa, a 71 anni, migliorando di tre ore il suo record".

Oggi, il settimanale diretto da Carlo Verdelli, è andato in edicola giovedì 14 aprile con un numero di 152 pagine, di cui 20 dedicate alla prima parte di una lunga intervista esclusiva a Gaspare Mutolo, il pentito di mafia che ha deciso di mostrare il suo volto nella foto di copertina realizzata da James Hill, fotografo del New York Times, vincitore del premio Pulitzer.

Mutolo, che nel 1991 iniziò a collaborare con lo Stato sollecitato dal giudice Giovanni Falcone, oggi è un uomo libero e dal 7 aprile, dopo oltre 30 anni, è uscito dal programma del Servizio Centrale di Protezione. Dipinge quadri e spiega che sogna di "tornare a Palermo per parlare alle donne di mafia, alle mogli, alle figlie, affinché convincano i loro uomini a cambiare strada, perché la mafia è morte". Da cui il titolo di copertina: "Donne della mafia salvate i vostri figli".

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