Il Picasso della mafia, Mutolo (dopo 22 omicidi) è diventato un pittore: "La mia vita è arte"

La conversione di "Asparino", 80 anni a febbraio. Lo storico pentito palermitano, killer e autista di Totò Riina, ha inaugurato in questi giorni una mostra: "I miei quadri diventeranno famosi tra 50 o 100 anni, anche se già li vendo a buon prezzo"

Gaspare Mutolo

Gaspare Mutolo, 22 omicidi dopo, è un altro uomo. Dalla mafia all'arte. Un cambiamento drastico che in questi giorni è stato "sublimato" da una mostra. E anche lui, in un'intervista concessa all'Adnkronos, dice: "La mia vita ormai è fatta di fede e di arte". Mutolo, lo storico pentito di mafia, killer ed autista del capo dei capi corleonese, il sanguinario Totò Riina, ha inaugurato a Giulianova, in Abruzzo, una mostra voluta con forza da Gabriellino Palestini, noto come 'uomo Plasmon' per un carosello degli anni Sessanta. Mutolo conobbe Palestini negli anni Ottanta quando era nel carcere a Teramo, trasferito da Sulmona e dove per un periodo restò in libertà vigilata.

"Ho conosciuto Palestini negli anni Ottanta - ha raccontato Mutolo in una intervista pubblicata sul sito dell'Adnkronos nei giorni scorsi - ed è nata una bellissima amicizia, vera e profonda. Molte amicizie vanno e vengono, si rompono, quella nostra, anche se ha avuto momenti tristi, è sempre andata avanti. Lui in galera e io al maxiprocesso ma i nostri rapporti sono sempre andati avanti. Io l'ho fatto conoscere a tanti siciliani, molti dei quali sono stati uccisi. Parlo, ad esempio, di Bontade o Riccobono. Lo rispettavano tutti perché era una persona educata" "Palestini - prosegue Mutolo, che a febbraio compirà 80 anni - era l'unica persona che quando arrivava a casa mia aveva una stanza tutta per sé. Non andava in albergo, tanta era la fiducia".

"Dopo tanti anni di sventure ci siamo ritrovati - dice ancora Mutolo - e abbiamo deciso di organizzare la mostra a Giulianova". Per Mutolo "la pittura è l'unico amico che non mi ha mai tradito. L'unico amico con cui trascorrere tutta la giornata. Non ho bisogno di nient'altro". E spiega che i suoi quadri "diventeranno famosi tra 50 o 100 anni, anche se già li vendo a buon prezzo". E rivela di avere venduto i suoi quadri "anche a 700 euro l'uno". Buona parte dei soldi che ricava dalla vendita dei suoi quadri finiscono in beneficenza. 

Mutolo compirà 80 anni il prossimo 5 febbraio. Chiamato "Asparino", inizialmente fu meccanico, poi si dedicò alla malavita. Negli anni Sessanta conobbe Totò Riina, suo compagno di cella per otto mesi. Poi entrò in Cosa Nostra e divenne un grosso trafficante di droga, in contatto con il singaporegno Koh Bak Kin. Dopo l'arresto, nel 1991 Giovanni Falcone gli propose di collaborare. Mutolo si convinse a parlare, ma a patto che ad ascoltarlo fosse il solo Falcone: il magistrato palermitano venne però trasferito dal ministro Martelli alla direzione del dipartimento degli Affari penali. Adesso è un uomo libero, pur sotto il Servizio Sociale di Protezione, e vive dipingendo quadri. 

Fonte: Adnkronos

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