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Gallina quando fu arrestato per la prima volta nel 2008 - foto Ansa

Gallina quando fu arrestato per la prima volta nel 2008 - foto Ansa

E’ accusato di tre omicidi: Freddy Gallina, killer di Cosa nostra, estradato dagli Usa

Il boss di Carini, braccio destro del boss palermitano Salvatore Lo Piccolo, arriverà oggi a Fiumicino. E' destinatario di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Si era rifugiato nel 2017 a New York, dove era giunto clandestinamente attraverso il Canada, nascosto nel portabagagli di una macchina

Estradato dagli Stati Uniti, dopo una battaglia lunga cinque anni, Ferdinando Gallina, detto Freddy, 44 anni, killer di Cosa nostra, destinatario di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e ritenuto responsabile di tre omicidi di mafia. Gallina è ritenuto uomo d'onore della famiglia mafiosa di Carini e il braccio destro del boss palermitano Salvatore Lo Piccolo. Gallina arriverà oggi a Fiumicino.

GALLINA FERDINANDO 77-2Ferdinando Gallina, detto Freddy, era stato fermato alla fine del 2017 a New York, dove era arrivato clandestinamente attraverso il Canada, nascosto nel portabagagli di una macchina. Era scappato qualche mese prima, violando la sorveglianza speciale. Negli ultimi mesi si sono accelerate le procedure per arrivare alla estradizione dell'uomo, che venne arrestato per la prima volta nel 2008 nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Addio Pizzo', condotta dal Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo. Dopo un periodo passato in carcere, nel 2014 era uscito e venne sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Carini. Ma dal 2016 si era reso irreperibile.

Ferdinando Gallina, già arrestato, su indicazione dell'Arma di Palermo, e finito in carcere negli Stati Uniti d'America per immigrazione clandestina, ha fatto rientro in Italia oggi accompagnato da personale di Interpol Italia in regime di rogatoria internazionale richiesta dal Ministero della Giustizia su input della Procura della Repubblica di Palermo. E' arrivato nelle prime ore del mattino all'aeroporto di Roma Fiumicino. I provvedimenti scaturiscono dalle indagini, coordinate da un gruppo di sostituti della Dda diretti dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, e condotte dal Nucleo Investigativo di Palermo a seguito delle dichiarazioni accusatorie rese dai collaboratori di giustizia Gaspare Pulizzi e Antonino Pipitone, uomini d'onore della famiglia mafiosa di Carini, che hanno permesso di acquisire elementi di corresponsabilità fra loro e Gallina "negli episodi di sangue che hanno riguardato gli omicidi di Francesco Giambanco, Giampiero Tocco e Felice Orlando".

In questo contesto "risulta aver collaborato attivamente con elementi di spessore di Cosa nostra quali Vincenzo e Giovambattista Pipitone e Antonio Di Maggio e Antonio Di Maggio per dare esecuzione alle direttive espressamente impartite dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo", dicono i carabinieri.

"Ferdinando Gallina il 19 marzo 2008 fu arrestato, dopo un breve periodo di latitanza, dai militari della compagnia di Carini nell'ambito della cosiddetta "operazione Tsunami", "manovra investigativa che aveva permesso di accertarne il ruolo di reggente della famiglia mafiosa di Carini, in quanto collettore delle direttive inerenti la gestione dei lavori pubblici e l'imposizione del pizzo nonché per aver mantenuto un costante collegamento con gli allora latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo e Gaspare Pulizzi", aggiungono i carabinieri.

Dopo un periodo di detenzione in carcere Gallina fu sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di Carini, rendendosi però irreperibile dal 27 gennaio 2016. Le lunghe indagini hanno permesso di accertare che si era rifugiato negli Usa dove è stato arrestato da personale della frontiera per il reato di immigrazione clandestina e rinchiuso in carcere, dove è rimasto in custodia fino ad oggi in attesa di essere estradato. Freddy Gallina è figlio di Salvatore già reggente della famiglia di Carini e catturato nel 1997 da latitante essendo implicato nel sequestro e uccisione del piccolo Giuseppe di Matteo (figlio del collaboratore Santino di Matteo)

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