Mafia, figlio dell'ex autista di Riina resta in carcere: è ritenuto il capo di San Lorenzo

Il gip Fabrizio La Cascia ha convalidato il fermo di Giuseppe Biondino. In cella anche Francesco Lo Iacono, nipote dello storico boss di Partinico e accusato di essere il mandante di un attentato incendiario ai danni di una concessionaria di auto. Decisive, per gli arresti, le rivelazioni del neo pentito Sergio Macaluso

Giuseppe Biodino

Il gip Fabrizio La Cascia ha convalidato i fermi disposti dalla Procura nei confronti di Giuseppe Biondino, figlio del boss Salvatore, ex autista di Totò Riina, e Francesco Lo Iacono, nipote dello storico boss di Partinico.

Biondino è ritenuto il nuovo "reggente" del mandamento di San Lorenzo. Lo Iacono è invece accusato di essere il mandante di un attentato incendiario che distrusse una concessionaria di auto di Partinico. Per entrambi il gip ha disposto la misura cautelare in carcere. Il fermo era motivato dal pericolo di fuga: dalle indagini era emerso che i due stavano per lasciare l'Italia e darsi alla latitanza. Non sono stati convalidati invece i fermi di due coindagati: Salvatore Ariolo e il tunisino Ahmed Glaoui, accusati di estorsione. Il gip però ha disposto per tutti e due il carcere. Il quinto fermato Bartolomeo Mancuso, accusato di estorsione, è stato scarcerato. All'inchiesta, coordinata dai pm Roberto Tartaglia, Annamaria Picozzi e Amelia Luise, hanno contribuito le rivelazioni del neo pentito Sergio Macaluso. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Sicilia in zona rossa: i divieti e cosa si può fare

  • Nuovo Dpcm "spacca weekend" e spostamenti vietati: si cambia colore tra sabato e domenica?

  • Coronavirus, quasi duemila contagi in 24 ore: la Sicilia presto sarà "zona rossa"

  • Coronavirus, Musumeci chiede la zona rossa a Conte: "Altrimenti firmo io l'ordinanza"

  • Nuovo Dpcm: Governo conferma l'ipotesi dello stop all'asporto per i bar dopo le 18

  • La quindicenne costretta a prostituirsi: "Mi davano anche 150 euro a rapporto, ero un oggetto"

Torna su
PalermoToday è in caricamento