L'estorsore di Giunta ai domiciliari, lo chef: "Noi imprenditori invece condannati a vita"

Il ristoratore denunciò il pizzo. Le indagini hanno portato a 4 arresti e alla condanna in primo grado di Giovanni Rao a 7 anni e 8 mesi, poi ridotta in appello. Ma dopo appena due anni è già fuori dal carcere. Lo sfogo su Facebook: "In che paese vivo?"

Lo chef Natale Giunta

"In che Paese vivo? Imprenditori condannati per sempre".  A parlare è lo chef palermitano Natale Giunta, che affida a un post sulla propria pagina Facebook, un'amara riflessione legata alla vicenda processuale che lo vede protagonista. Al suo estorsore - condannato a 7 anni e 8 mesi - in questi giorni sono stati concessi i domiciliari.

Giunta, diventato un volto noto dopo la partecipazione al programma televisivo "La prova del cuoco" ha denunciato alle forze dell'ordine di avere subito richieste estorsive. Il noto ristoratore ha raccontato di essere stato contattato nel marzo 2012 dagli esattori del racket, i quali gli avrebbero fatto notare di avere avviato un'attività commerciale senza aver chiesto "l'autorizzazione" a Cosa nostra.

Alla denuncia hanno fatto seguito quattro arresti e un processo, che ha visto la condanna in primo grado di Giovanni Rao a 7 anni e 8 mesi, pena ridotta in appello a 6 anni e 8 mesi. "Ieri sera - scrive giunta - ho saputo che Giovanni Rao si trova ai domiciliari solo dopo 2 anni di carcere. Bravi bravi bravi. Noi imprenditori che abbiamo deciso di denunciare condannati a vita. Loro solo dopo 2 anni già a casa. Grande rispetto per la giustizia, in che Paese vivo?? - conclude lo chef - Imprenditori condannati per sempre. Questo è il nuovo motto per me".

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