Mafia Santa Flavia

Quel consigliere che chiedeva il pizzo: "Era un ‘traffichino’, faceva favori agli amici"

Gli arresti di Santa Flavia: Salvatore Martorana, finito ai domiciliari nell'inchiesta Panta Rei, è accusato di avere imposto 20 mila euro a una ditta per la "messa a posto"

La sua è stata una parabola discendente che da consigliere-imprenditore di un comune di 11 mila abitanti, lo avrebbe portato a trasformarsi in estorsore, chiedendo 20 mila euro al titolare di una ditta di costruzioni. Per questa ragione - nell'ambito dell'operazione che oggi ha portato a 7 arresti - è finito ai domiciliari Salvatore Martorana, 70 anni compiuti ieri, che a Santa Flavia fu eletto alle elezioni amministrative del 2012 con 238 voti, il terzo della sua lista che supportava il candidato sindaco Antonio Napoli. E proprio a causa della sua età non andrà in carcere. Ma restano le dichiarazioni incrociate dell’imprenditore taglieggiato e di un collaboratore di giustizia che confermerebbero la sua richiesta estorsiva di cui Antonino Zarcone, della cosca di Bagheria, non era stato informato.

Era il 2011 quando Martorana, secondo la ricostruzione degli investigatori, si presentò nell’ufficio dell’imprenditore per chiedere 20 mila euro quale corrispettivo per una mediazione nella compravendita di un terreno e per la “messa a posto”, così da non avere problemi in futuro. E lo aveva fatto con il benestare di Salvatore Scardina, finito in carcere lo scorso dicembre sempre nell’ambito dell’operazione “Panta rei”, riconosciuto come un uomo “rispettato” nell’accezione mafiosa del termine. Dopo aver preso i soldi, l’imprenditore venne avvicinato da Antonino Zarcone, poi diventato collaboratore di giustizia, che si presentò “a lavori in corso”. Non sapeva nulla di quei 20 mila euro già riscossi e voleva la sua parte.

Il collaboratore di giustizia, in un secondo momento, convocò sia Martorana che l’imprenditore, specificando che oltre a quella cifra avrebbe dovuto versare altri 15 mila euro. Soldi che non vennero mai consegnati in quanto Zarcone fu arrestato. “Martorana mi disse esplicitamente - ha dichiarato l’imprenditore durante un interrogatorio - che i 20 mila euro non erano da considerarsi semplicemente come mediazione ma che erano comprensivi della ‘messa a posto’ futura, dicendomi che nessuno mi avrebbe disturbato dopo l’avvio dei lavori…fu proprio lui a dirmi che io avrei potuto lavorare tranquillamente in quanto dietro alle sue richieste vi era un personaggio autorevole”.

Un altro pentito, nel 2013, parla del consigliere comunale arrestato: “Ah, dice io eh…dice 'ha niesciri puru chiddu pi mia, un si riscurri’, fra l’altro il Martorana credo che faceva pure... in nostro greco io dico il ‘sensale’, facieva puru u sensale (mediatore in affari e contratti, ndr), e quindi aveva rapporti continui con Zarcone”. E al pm che chiede se il consigliere comunale fosse inserito o meno nella famiglia mafiosa il pentito risponde: “Secondo me si, secondo me si, si, si, perché per molte cose al Comune ci si rivolgeva a lui al Comune di Santa Flavia e lui risolveva i problemi, molte cose a livello di …c’erano queste concessioni, c’erano queste autorizzazioni e lui tranquillamente…”.


Dopo gli arresti di oggi è arrivato il commento del sindaco di Santa Flavia, Salvatore Sanfilippo: “Non me l’aspettavo, è stato un colpo. Ma devo precisare che con la mia attività amministrativa lui non c’entra niente. Dopo la prima ondata di arresti abbiamo fatto una verifica interna sulle concessioni edilizie e le autorizzazioni, ma al momento non ci risulta nulla di anomalo. Era uno ‘traffichino’, faceva favori agli amici, per quel che io sappia anche in maniera legittima, per accelerare le pratiche. Se verrà confermato quanto è venuto fuori è chiaro che sarà incompatibile con la carica di consigliere comunale”.

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