Mafia Corleone

Mafia e racket, condannati i nuovi boss di Corleone: 12 anni per l'ex impiegato comunale

Erano finiti in manette nel 2014 nell'ambito del'operazione "Grande passo" dei carabinieri. Antonino Di Marco, ex custode del campo sportivo cittadino, dovrà scontare 12 anni di reclusione

Condanne da 8 a 12 anni sono state inflitte dal gup Riccardo Ricciardi a quelli che sono considerati i nuovi boss e picciotti di Corleone. I sei erano finiti in manette nel 2014 con l'accusa di estorsione nell'ambito del'operazione antimafia "Grande passo" dei carabinieri. (VIDEO)

La pena più alta (12 anni) è stata inflitta a Antonino Di Marco, ex impiegato comunale e custode del campo sportivo di Corleone. Di Marco, secondo l'accusa, era "un punto di riferimento per il mandamento mafioso di Corleone e gestiva anche i rapporti con il clan di Palazzo Adriano".

Il gup ha accolto le richieste del pm Sergio Demontis condannando a undici anni Paolo Masaracchia. Sono invece stati inflitti 11 anni e 8 mesi a Nicola Parrino: 8 anni e 4 mesi a Franco D'Ugo; 9 anni e 8 mesi a Pasqualino D'Ugo e 9 anni a Ciro Badami. L'altro imputato, Antonino Lo Bosco, è deceduto.

Nel corso delle indagini i militari avevano ricostruito 6 casi di estorsione e due tentate estorsioni, ai danni di ditte impegnate prevalentemente nella costruzione e rifacimento di tratti stradali nel comune di Palazzo Adriano. Adesso il giudice ha assegnato provvisionali immediatamente esecutive da 10 mila euro ciascuno per un imprenditore edile taglieggiato e per le associazioni Fai e Libero Futuro. 

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