Giovedì, 16 Settembre 2021
Mafia Calatafimi

I boss di corso Calatafimi e gli affari con la droga, torna libero un altro indagato

Il tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Giovanni Caravello, finito in cella con l'operazione "Eride" messa a segno dai carabinieri il 21 luglio. La difesa: "Il 'Giovanni' di cui si parla nelle intercettazioni non è lui"

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Eride"

Torna libero un altro degli arrestati nell'ambito dell'operazione "Eride", che aveva permesso di scoprire la gestione del business della droga da parte del clan di corso Calatafimi. Il tribunale del Riesame, accogliendo il ricorso dell'avvocato Carmelo Ferrara (nella foto), ha infatti annullato l'ordinanza di custodia cautelare a carico di Giovanni Caravello, 37 anni.

Avvocato Carmelo Ferrara-2La difesa è riuscita a dimostrare che il "Giovanni" di cui parlano diversi degli indagati nelle intercettazioni non sarebbe Caravello. In particolare, in un caso, secondo la Procura, sarebbe stata consegnata una partita di droga a "Giovanni", ma in luogo in cui l'indagato in quel momento non si sarebbe trovato. Quando, in un'altra conversazione, si dice che "Giovanni non c'è", gli indagati sarebbero in una zona in cui, ancora una volta, Caravello non sarebbe stato presente. In assenza di gravi indizi di colpevolezza, i giudici hanno quindi deciso di rimetterlo in libertà.

Nell'inchiesta dei carabinieri, messa a segno il 21 luglio, erano state arrestate in tutto quindici persone, ma l'impianto accusatorio non ha superato - in tutto o in parte - il vaglio del Riesame per diversi indagati: oltre che per Caravello, anche per Andrea Iervolino (difeso dall'avvocato Stefano Santoro), Andrea e Salvatore Tomaselli (assistiti dall'avvocato Antonio Turrisi), Dario Vivirito e André Mattia Cinà (entrambi difesi dall'avvocato Matteo La Barbera).

Nella foto sotto, Giovanni Caravello

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