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Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Eride"

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Eride"

Il business della droga gestito dai boss di corso Calatafimi, scarcerati altri due indagati

Il Riesame ha parzialmente annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa il 21 luglio nell'ambito dell'operazione "Eride" per André Mattia Cinà e Dario Vivirito: il primo va ai domiciliari, il secondo ha solo l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

Il tribunale del Riesame ha annullato parzialmente altre due ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito dell'operazione "Eride" del 21 luglio, con cui i carabinieri avevano ricostruito come il clan di corso Calatafimi, capeggiato dal boss Filippo Annatelli, avrebbe gestito il business della droga. Dario Vivirito, 23 anni, torna così libero (i giudici gli hanno imposto solo l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), mentre André Mattia Cinà lascia il carcere e va agli arresti domiciliari. I due indagati sono assistiti dall'avvocato Matteo La Barbera (nella foto).

Avvocato Matteo La Barbera-2Entrambi, secondo l'accusa, si sarebbero occupati di custodire e smerciare la droga per conto della cosca di Pagliarelli. In questi giorni, il Riesame ha rimesso in libertà altre tre persone arrestate con il blitz: Marco Iervolino (difeso dall'avvocato Stefano Santoro), nonché Andrea e Salvatore Tomaselli, padre e figlio (assistiti dall'avvocato Antonio Turrisi). In tutto con l'inchiesta erano finiti in carcere quindici indagati.

Nelle foto in basso Dario Vivirito e André Mattia Cinà

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