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Martedì, 18 Gennaio 2022
Mafia Montegrappa-Santa Maria di Gesù

Fiumi di droga dalla Campania alla Guadagna, la centrale una stalla

I retroscena dell'operazione "Vai e vieni" che ha portato all'arresto di otto persone. A capo del narcotraffico Francesco Fascella, uomo d'onore della Guadagna. Le indagini prendono il via dal ritrovamento di un "pizzino", le conferme sono arrivate dai pentiti

Una grossa scia di droga che dalla Campania arrivava nelle piazze palermitane. Cuore pulsante per la gestione del narcotraffico era il quartiere della Guadagna, dove Francesco Fascella (detto Ciccio), uomo d'onore e reggente del quartiere della Guadagna, faceva custodire in una stalla, di proprietà di un suo uomo di fiducia, circa 142 chili tra hashish, cocaina ed eroina. Lì è stato trovato, all'interno di una cassaforte, un "pizzino": indizio fondamentale per ricostruire i canali di approvvigionamento di quel fiume di stupefacenti il cui giro d'affari si aggirerebbe intorno ai 4 milioni di euro. E che oggi ha portato all'arresto di 8 persone (NOMI) nell'ambito dell'operazione "Vai e vieni". (IL VIDEO DEGLI ARRESTI)

Le indagini, condotte dalla squadra mobile della polizia e dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura palermitana, hanno inizio nel 2008. Da allora, dopo qualche arresto e qualche chilo di stupefacenti sequestrato, sono state fondamentali "le conferme giunte dai collaboratori di giustizia Antonino Guida, Andrea Bonaccorso e Manuel Pasta - spiega Stefano Sorrentino, capo della sezione antidroga - che avrebbero dato solo maggior forza alle evidenze investigative dei nostri uomini, impegnati tra pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche" (GUARDA IL VIDEO). La droga arrivava a Palermo, più esattamente alla Guadagna, per poi essere smistata in altre zone, come quella di Ballarò, per essere venduta al dettaglio grazie ad una fitta rete di piccoli spacciatori e vedette pronte a lanciare l'allarme in caso di situazioni sospette.

Mafia e droga, otto arresti

A capo del narcotraffico ci sarebbe stato Francesco Fascella, classe 1938, considerato "uomo d'onore del mandamento mafioso della Guadagna". "Ciccio", con una lunga fedina penale per reati di mafia e traffico stupefacenti, aveva "l'avallo di Cosa nostra - spiega il procuratore aggiunto Teresa Principato - e di personaggi mafiosi di un certo livello". Ma l'obiettivo delle forze dell'ordine, come confermato da Sorrentino, era quello di disarticolare l'organizzazione, partendo dal basso e arrivando sino alla cima. E così, dopo l'arresto di qualche corriere napoletano già a partire dal 2008, la polizia è riuscita ad individuare la centrale dello smercio: la stalla di Benedetto Chimera in zona Guadagna.

principato5In quel casolare la squadra mobile è riuscita a piazza delle telecamere, riprendendo la lavorazione di quella "droga di scarsa qualità" e trovando in un secondo momento il pizzino custodito in una cassaforte, che ha permesso agli investigatori di risalire al canale di approvvigionamento campano. Poi è "bastato" seguire un uomo di fiducia dello stesso Fascella nel tentativo di ricomporre i tasselli di una vicenda tanto intricata. Ulteriori conferme sono arrivate dalle registrazioni effettuate con le cimici piazzate nell'auto della moglie di Chimera, da cui si evinceva il coinvolgimento ed il coordinamento dei Fascella, tra cui ci sono anche i figlio di Ciccio: Filippo (classe '70) e Giuseppe (classe '71). "La mafia - ha aggiunto Principato (nella foto a destra) - ha fronteggiato in questo modo la crisi economica, curando il traffico della droga ed i ponti con l'America del Sud".

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