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Venerdì, 20 Maggio 2022
Mafia Bagheria

Mafia, confiscati beni per un milione e 200 mila euro a boss di Belmonte e Bagheria

Destinatari dei provvedimenti, dopo le indagini dei carabinieri, sono Salvatore Bisconti e Giacinto Di Salvo

Schiaffo al clan di Belmonte Mezzagno. Confiscati beni per un valore di un milione e 200 mila euro ad esponenti di rilievo del mandamento mafioso locale. E' questo l'esito delle indagini svolte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo, che avevano già portato tra aprile e maggio 2018 all’emissione un provvedimento di confisca di beni per un valore complessivo di circa 720 mila euro a carico di Salvatore Bisconti, belmontese di 67 anni, e di un altro provvedimento di confisca di beni per un valore complessivo di circa 500 mila euro a carico di Giacinto Di Salvo, detto “Gino”, nato a Bagheria nel 1943.

Con i provvedimenti è stata dichiarata "l’irrevocabilità delle confische e l’ingente patrimonio, riconducibile a Cosa nostra, è entrato definitivamente a far parte del patrimonio dello Stato", dicono dal comando dei carabinieri.

Bisconti, imprenditore, era stato tratto in arresto nell’operazione denominata “Perseo”, con l’accusa di aver fatto parte del mandamento mafioso di Belmonte Mezzagno, in particolare per aver partecipato a due estorsioni riportando una condanna a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Il provvedimento di confisca definitiva ha riguardato questi beni: l'intero capitale sociale con relativo complesso di beni aziendali della società “Costruzioni Bisconti s.a.s. di Santangelo Giovanni & C.” con sede a Belmonte Mezzagno; quattro appezzamenti di terreno a Belmonte Mezzagno, un appezzamento di terreno ad Altofonte; due magazzini ad Altofonte; cinque rapporti bancari.

Giacinto Di Salvo, invece, è ritenuto reggente del mandamento mafioso di Bagheria. "Al momento detenuto, è stato tratto in arresto nell’operazione denominata “Argo” - dicono i carabinieri - per aver diretto il mandamento e la famiglia mafiosa di Bagheria, coordinando costantemente le attività illecite degli altri affiliati e capi famiglia, in particolare nel settore delle estorsioni alle imprese e agli esercizi commerciali della zona". Il provvedimento di confisca definitiva ha riguardato i seguenti beni: quattro appezzamenti di terreno a Misilmeri e uno a Bagheria; due auto; una moto e 13 rapporti bancari".

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