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Giovedì, 30 Maggio 2024
Dia / Polizzi Generosa

"Mafia e appalti", confiscati beni per 9,5 milioni di euro all'imprenditore Li Pera

Il 73enne, originario di Polizzi Generosa, avrebbe intrattenuto negli anni rapporti d'affari con numerosi esponenti di Cosa nostra. Passano definitivamente allo Stato società, quote di partecipazioni in società di capitali, immobili, auto e rapporti bancari

Beni per 9 milioni e mezzo di euro sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia, su disposizione della Sezione Misure di prevenzione del tribunale di Caltanissetta, a Giuseppe Li Pera, 73enne, imprenditore di Polizzi Generosa, da anni residente nella città nissena e coinvolto nella storica inchiesta "Mafia e appalti".

Si tratta di 3 società, quote di partecipazioni in 5 società di capitali, 7 immobili, 4 auto e 22 rapporti bancari. Il provvedimento, che segue il sequestro effettuato nel 2020, è scaturito dalle indagini del Centro operativo di Caltanissetta che ha ripercorso la carriera dell'imprenditore dalla metà degli anni '80, accertandone la pericolosità sociale nonché l'ascesa economico-imprenditoriale all'ombra del gotha dell'imprenditoria mafiosa, connessioni con il mondo della criminalità organizzata.

"La figura di Li Pera spiccò perché, alla fine degli anni '80, quale dipendente della società del nord Italia - Rizzani de Eccher (attiva nel settore delle grandi opere negli appalti pubblici), non soltanto si prodigò per quella ditta, ottenendo illeciti vantaggi in termini di aggiudicazione e gestione degli appalti in Sicilia, ma ne trasse personale arricchimento, agevolandosi della sua vicinanza al contesto mafioso dell'epoca", sostengono gli investigatori.

La storia di Li Pera conta anche una formale collaborazione con la giustizia, iniziata nel giugno 1992 e da lui interrotta nel gennaio del 2001, "anno in cui cominciò l'ascesa imprenditoriale della sue numerose società, intestate a prestanome, operanti nei settori dei parchi eolici in provincia di Catania, Messina e Trapani; dell'edilizia privata residenziale, attraverso la realizzazione di numerosi appartamenti e locali commerciali a Serradifalco (CL), nonché di un parco acquatico e relative strutture di ristorazione a Caltanissetta e, in ultimo, di prestigiosi residence costituiti da ville mono e plurifamiliari a schiera, lungo il litorale tirrenico a est di Palermo da Trabia a Campofelice di Roccella".

Le indagini condotte dalla Dia hanno, altresì, accertato come Li Pera, "in oltre trent'anni di attività imprenditoriale, abbia intrattenuto rapporti d'affari, senza soluzione di continuità, con mafiosi del calibro di Antonino e Giovanni Buscemi, Giovanni Brusca, Angelo Brusca, Mario Giuseppe Scinardo, Calogero Pulci, e con il noto imprenditore nisseno Pietro Di Vincenzo, destinatario di una delle più ingenti confische per mafia".

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