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(foto archivio)

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Mafia, estorsioni in famiglia alla Noce: boss Chiovaro condannato a 7 anni e 6 mesi

Lo ha stabilito il giudice che ha inflitto inoltre una pena di 4 anni e 8 mesi alla moglie Loredana D'Amico. Sette anni e 5 mesi a Giuseppe Vallecchia. Due assolti nel processo che si svolto con rito abbreviato

Condannato il boss della Noce. Il giudice Fabrizio Anfuso ha inflitto a Fabio Chiovaro una pena a 7 anni e 6 mesi per due tentate estorsioni nei confronti di uno zio e di un nipote. A denunciarlo sono stati proprio i due familiari. Quattro anni e 8 mesi per la moglie di Chiovaro, Loredana D'Amico (che era stata anche scarcerata dal Riesame), e 7 anni e 5 mesi Giuseppe Vallecchia. A rappresentare l’accusa nel processo sono stati i pm Amelia Luise e Annamaria Picozzi. Assolti Tiziana Chiovaro, sorella del capomafia, e Tommaso Cospolici.

Il boss, secondo la ricostruzione degli inquirenti, ha minacciato di morte lo zio (fratello di un ex collaboratore di giustizia) dal quale pretendeva di avere restituiti 4 mila euro che erano stati dati in prestito. Secondo l'accusa il capo del clan della Noce, detenuto nel carcere di Parma in regime di 41 bis, avrebbe chiesto indietro i soldi prestati al familiare nel 2011. Il familiare, un fotografo ormai disoccupato, aveva ricevuto quella somma per aprire uno studio professionale.

Nel 2012, dopo l'arresto, in un colloquio in carcere Chiovaro avrebbe ordinato alla moglie di far recuperare alcuni crediti all'interno della famiglia, come quello vantato nei confronti dello zio. E a quel punto sarebbero cominciate le minacce. L'altra tentata estorsione ha riguardato un quadro, che il boss aveva acquistato dal boss dal nipote antiquario. Dopo le manette Loredana D’Amico chiese al parente di rivenderlo e di consegnarle il ricavato. Avendo però incontrato difficoltà nella vendita il nipote decise di dare un anticipo alla moglie del capomafia che, alla fine, con minacce, pretese di nuovo il dipinto senza restituire il denaro anticipato.

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