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Mafia, estorsione a imprenditore: condannato a 10 anni Sandro Lo Piccolo

La sentenza colpisce il figlio del boss di San Lorenzo. Avrebbe chiesto per il pizzo centinaia di migliaia di euro a Rizzacasa, che stava per costruire un residence a Carini. Il patrimonio dell'imprenditore, assolto in Cassazione, è ancora sotto sequestro

Condannato a dieci anni per l’estorsione a un imprenditore che avrebbe dovuto costruire un residence a Carini. La sentenza che arriva dal tribunale per Sandro Lo Piccolo, figlio del boss e capomafia di San Lorenzo, riguarda il processo relativo alle richieste di pizzo fatte a Vincenzo Rizzacasa, il cui patrimonio risulta sotto sequestro a seguito di un procedimento della sezione Misure di prevenzione gestito allora da Silvana Saguto.

Secondo quanto ricostruito e dimostrato dall’accusa Rizzacasa si sarebbe piegato pagando centinaia di migliaia di euro per procedere coi lavori senza interferenze. L’imprenditore, in passato, aveva anche denunciato gli uomini del racket, ma le sue denunce non furono ritenute attendibili e anzi finì sotto processo per intestazione fittizia di beni. Dopo una condanna a 3 anni e 4 mesi per un processo su mafia e appalti, dopo aver rinunciato anche alla prescrizione, riuscì a ottenere l’assoluzione in Cassazione.

I suoi beni e le aziende, però, rimasero sotto sequestro a causa del regime differenziato che esiste tra imputazioni penali e misure di prevenzione, applicabili anche nei casi di assoluzioni definitive nei processi. Sulle sorti del patrimonio di Rizzacasa deciderà il collegio giudicante presieduto da Giacomo Montalbano, mentre il sequestro era stato disposto dalla sezione guidata fino a non molto tempo fa da Silvana Saguto, indagata oggi a Caltanissetta e sospesa dalle funzioni e (parzialmente) dallo stipendio.

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