Mafia

Neopentito suicida in carcere: nessun segno di violenza, ma restano i dubbi

I magistrati pur escludendo l'ipotesi di omicidio, continuano a indagare per minacce e istigazione al suicidio. Nel registro iscritte due persone, una legata a Messina Denaro, che avrebbero fatto avere a Ciro Carrello dei messaggi intimidatori

Sul corpo di Ciro Carrello, il detenuto 26enne che mercoledì è stato trovato impiccato con un lenzuolo nel carcere Pagliarelli, non ci sono segni di violenza sul corpo. Lo ha accertato il medico legale Paolo Procaccianti che su disposizione del pm Carlo Marzella, ha effettuato l'autopsia sul cadavere. I magistrati, però, pur escludendo l'ipotesi di omicidio, continuano a indagare per minacce e istigazione al suicidio. Nel registro degli indagati sarebbero state iscritte due persone, una legata al boss latitante Matteo Messina Denaro, che avrebbero fatto avere in carcere a Carrello dei messaggi intimidatori.

Carrello era finito in carcere nell'ambito dell'"operazione Eden 2", che aveva fatto luce sui legami tra il boss latitante Matteo Messina Denaro e gli esponenti del mandamento mafioso palermitano di Brancaccio. Nelle ultime settimane aveva però iniziato a collaborare con i magistrati rivelando i nomi dei componenti di una sorta di gruppo di fuoco usato da Cosa nostra per mettere a segno le rapine. L'uomo ha anche lasciato un bigliettino, del quale però non è stato reso noto il contenuto.

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