Mafia Casteldaccia

Boss spagnoli trovati carbonizzati a Casteldaccia, ergastolo per i fratelli Scaduto

La vicenda risale al 2013: Juan Ramon Fernandez e Fernando Pimentel, emissari del clan mafioso canadese dei Rizzuto, erano arrivati in Sicilia per trattare col mandamento di Bagheria. Furono crivellati da 30 colpi di pistola

Ergastolo per i fratelli Salvatore e Pietro Scaduto. A deciderlo, in merito alla vicenda dell'omicidio di Juan Ramon Fernandez Paz e Fernando Pimentel (risalente al 2013) è stata la Corte d'Assise di Palermo. I cadaveri dei due boss spagnoli furono trovati in un casolare nei pressi di Casteldaccia. Ritenuta credibile la versione del collaboratore Giuseppe Carbone.

Fernandez e Pimentel, emissari del clan mafioso canadede dei Rizzuto, erano arrivati in Sicilia per trattare un patto col mandamento di Bagheria. I corpi, carbonizzati, furono ritrovati dai carabinieri del Ros. Pietro e Salvatore Scaduto, pregiudicati di Bagheria, anche loro vicini ai boss di Casteldaccia, finirono nei guai nel maggio del 2013 con l'accusa di omicidio premeditato e aggravato.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, le vittime furono prima attirate con un tranello nella zona, appartata e di difficile passaggio, e poi uccise da almeno una trentina di colpi di pistola sparati dai due fratelli Scaduto in contrada Fiorolli, nelle campagne di Casteldaccia. I due fratelli hanno sempre respinto ogni accusa. L'omicidio dei due spagnoli è inserita nella faida della mafia canadese.

Le vittime poche ore prima erano sfuggite a un blitz antimafia dei carabinieri che portò al fermo di 21 tra boss e gregari delle cosche palermitane. (GUARDA IL VIDEO CON LE INTERCETTAZIONI). I cadaveri furono segnalati al Ros da una telefonata anonima che avrebbe dato precise indicazioni sul luogo in cui i due uomini si trovavano.

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