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Venerdì, 31 Maggio 2024
Mafia

Bruno Contrada chiede i danni per l'ingiusta detenzione, il pg: "Istanza infondata"

Davanti alla Corte d'Appello che sta vagliando nuovamente la domanda dell'ex dirigente dei servizi segreti, la Procura generale si è opposta fermamente. Il procedimento nasce dall'annullamento con rinvio di una precedente decisione disposto dalla Cassazione

E'  inizata davanti alla prima sezione della Corte d'Appello, l’udienza sul risarcimento per ingiusta detenzione che sarebbe stata patita da Bruno Contrada, l’ex dirigente dei Servizi segreti condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Una sentenza che portò alla condanna dell'Italia da parte della Corte europea per i diritti umani. Lo scorso 25 giugno la Cassazione, accogliendo il ricorso dell’avvocato Stefano Giordano, aveva annullato con rinvio l’ordinanza con la quale la Corte d’Appello aveva in precedenza già rigettato la domanda di riparazione "per la pena sofferta con effetto della sentenza dichiarata ineseguibili e improduttiva di effetti penali dalla Cassazione del 2017". E la Procura generale si è opposta alla richiesta, definendola "infondata".

Nel gennaio 2021 la Cassazione aveva annullato con rinvio l’ordinanza di risarcimento della Corte d’Appello che aveva riconosciuto all’ex 007 complessivamente 667 mila euro. In seguito alla decisione della Suprema Corte, la questione viene dunque affrontata nuovamente dai giudici. "Riteniamo che sia del tutto infondata la domanda di riparazione per ingiusta detenzione presentata da Bruno Contrada". A dirlo - come riporta l'Adnkronos - è il sostituto procuratore generale Carlo Marzella che stamattina è intervenuto davanti alla prima sezione della Corte d'Appello di nell'udienza fissata per vagliare l'istanza dell'ex dirigente dei servizi segreti, che oggi ha 92 anni e che è presente in aula, con il suo legale Stefano Giordano.

"Avevamo predisposto una memoria - ha detto il pg- ma il difensore ha preannunciato la sua opposizione in quanto tardiva perché non depositata cinque giorni prima". E il presidente della Corte, Adriana Piras, ha confermato che la memoria non può essere depositata perché presentata fuori tempo massimo. Per la Procura generale sono "infondate le prospettazioni difensive" perché "non vi è alcuna correlazione tra la sentenza della Corte europea per i diritti umani e l'accoglimento del ricorso presentato da Contrada". Nel 2014 la Cedu aveva infatti condannato l'Italia per l'arresto e la condanna di Contrada a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. 

"La decisone della Cedu non influisce sulle fonti di prova che hanno portato i giudici ad emettere la sentenza di condanna - dice Marzella - e l'indennizzo tocca solo a chi è stato vittima di una ingiusta detenzione". E ha sottolineato che "il giudice deve apprezzare in modo autonomo tutti gli elementi probatori disponibili e riteniamo che la domanda riparazione è del tutto infondata". Poi ha letto diverse parti della sentenza di condanna di Contrada. 

Contrada si scaglia contro il pg

Momenti di tensione in aula, nel corso dell’udienza, quando Bruno Contrada si è alzato - non senza difficoltà in quanto affetto da grossi problemi di deambulazione - mostrando il suo certificato penale. E rivolgendosi direttamente al pg Marzella, Contrada ha esclamato: "Ecco a lei il mio certificato penale: E' nullo! io sono stato assolto. Io sono incensurato come risulta dal certificato. Ha capito? Lei mi accusa di cose non vere". A quel punto è intervenuta la Presidente della corte Adriana Piras, che ha detto: "Lei non si può mettere a tu per tu con il procuratore, lei può fare tutte le sue dichiarazioni, ma non le è consentito in maniera assoluta di mettersi in interlocuzione diretta con il procuratore generale". E Contrada di rimando: " Non posso ammettere che si dicano cose non vere". Gli animi si sono poi calmati, Contrada, raggiunto dal figlio Guido - che è legale - si è riseduto e l’udienza è ripresa con l’intervento del legale di Contrada, Stefano Giordano.

"La mia posizione penale è nulla e non posso sentire una nuova requisitoria a mio carico - ha detto poi Contrada nelle dichiarazioni spontanee - perché nella mia esistenza di uomo e di servitore dello stato sono sempre stato fedele allo Stato è non ho mai commesso nessuna infrazione alla legge neppure una contravvenzione stradale. Sentire queste accuse mi fa ribollire il sangue. Intendo solo essere reintegrato nei miei diritti . Che io debba sentire un pg che ripete tutte le accuse che sono state cancellate non solo dalla corte europea, per cui ero stato sottoposto a pena disumana, è degradante e mi fa ribollire il sangue.
Contro di me - ha continuato - è stato fatto un processo iniquo. Ho ricevuto le infami accuse di criminali mafiosi da me contrastati per anni. Io Ho lottato per più di 30 anni contro criminali che mi hanno poi accusato. Criminali come Gaspare Mutolo e come Tommaso Buscetta. Delinquenti come Marchese, malfattori e trafficanti di droga - ha concluso Contrada - come Marino Mannoia, mio presunto accusatore: ma è stato in realtà il mio difensore".

Fonte Adnkronos

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