Il tesoriere di Totò Riina ora è libero: Vito Palazzolo affidato in prova ai servizi sociali

Il cassiere della mafia, ritenuto uno dei più grossi riciclatori di denaro sporco per conto di Cosa nostra, è stato latitante per anni in Sudafrica: era stato rintracciato in Thailandia nel 2012

Vito Palazzolo quando fu bloccato in Thailandia

Vito Roberto Palazzolo, boss mafioso e tesoriere di Totò Riina, ritenuto uno dei più grossi riciclatori di denaro sporco per conto di Cosa nostra, è tornato libero. Ha infatti ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Ricercato in campo internazionale dai primi anni ’90 per scontare una condanna a nove anni per concorso in associazione mafiosa (condanna parzialmente espiata in carcere prima dell'affidamento in prova) Palazzolo era stato fermato nella serata del 30 marzo 2012 nell’aeroporto internazionale di Bangkok da personale dell’Immigrazione thailandese, nell’ambito di un servizio di pedinamento ed osservazione e tratto in arresto. 

Lo sbarco a Malpensa di Vito Palazzolo nel 2013 | VIDEO

La consegna di Palazzolo - 71 anni - alla giustizia italiana fu possibile grazie alla sinergia interministeriale avviata tra i ministeri di Esteri, Giustizia e Interni che instaurarono una collaborazione con le autorità thailandesi per giungere alla positiva soluzione della vicenda. Il boss, rimasto latitante per anni in Sudafrica dove ha accumulato un patrimonio miliardario, era stato estradato dalla Thailandia nel 2013. 

E' stato accertato che il principale ruolo di Palazzolo in Cosa nostra, è consistito, negli anni, nell’attività di riciclaggio e pulitura delle ingenti somme di denaro provenienti dai traffici di droga e dal contrabbando di sigarette. Molto vicino ai principali narcotrafficanti italo-americani nonché tesoriere di Bernardo Provenzano e Totò Riina, Palazzolo è stato riconosciuto come una delle più importanti figure della mafia, inserito da almeno 20 anni nelle dinamiche associative mafiose, con funzioni di cerniera tra il mondo imprenditoriale e la stessa organizzazione mafiosa, con il preciso scopo di consentire la gestione ed il reimpiego dei capitali acquisiti illecitamente.

Sposato con una ricca ereditiera d'origine russa, in passato è stato anche ambasciatore plenipotenziario del piccolo Stato del Ciskey (poi annesso al Sud Africa). Palazzolo, nato a Terrasini nel 1947, finì nel mirino di Giovanni Falcone già dal 1984, ma avrebbe iniziato a prendere contatti con la mafia emergente dei corleonesi già negli anni '60. Tra le sue varie amicizie importanti un ruolo fondamentale l'ha sempre avuto il legame con il conte Ricky Agusta, figlio dell'ex magnate degli elicotteri Corrado, e figliastro della contessa Francesca Vacca Agusta, scomparsa da Portofino l'8 gennaio 2001.

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