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Martedì, 18 Giugno 2024
Mafia Partinico

Mafia, fiumi di droga e spedizione punitive a Partinico: arrivano 32 condanne

Gli imputati processati con l'abbreviato avrebbero fatto parte di cinque bande ed erano stati bloccati con altre 49 persone nei blitz "Gordio" e "Pars iniqua" di luglio 2021: in tutto furono arrestate 81 persone, compresa la pentita Giusy Vitale. Per l'accusa, il clan avrebbe potuto contare anche su una talpa, ovvero un agente penitenziario di Pagliarelli

Spaccio di droga - dalla marijuana coltivata in loco alle grosse partite di hashish e cocaina importate da Lazio e Calabria - ma anche spedizioni punitive e danneggiamenti. Sarebbero state queste le attività principali dei componenti di cinque distinte bande operative nel mandamento di Partinico, che erano stati bloccati il 5 luglio del 2021, e che avrebbero potuto fare affidamento anche su un agente penitenziario in servizio al Pagliarelli, che avrebbe fatto da talpa. Furono 81 gli arresti e oggi il gup Paolo Magro ha emesso la sentenza per 34 imputati che hanno scelto il rito abbreviato.

Ricotta, arance e capretto: i regali dei boss alla talpa di Pagliarelli

Trentadue degli imputati sono stati condannati, mentre soltanto due sono gli assolti, Riccardo Biagio Sanzone e Pietro Virga. Il giudice ha quindi pienamente accolto le richieste del procuratore aggiunto Paolo Guido e dei sostituti Bruno Brucoli e Alfredo Gagliardi, che avevano coordinato le due inchieste da cui è nato il processo, "Gordio" dei carabinieri e "Pars Iniqua" della Dia. Ci sono state delle assoluzioni parziali, ma in alcuni casi le pene inflitte sono state superiori a quelle richieste dalla stessa accusa.

La presunta talpa, Santo Calandrino, che ha scelto l'ordinario, avrebbe indicato la presenza di microspie e avrebbe pure consentito a diversi detenuti di comunicare con l'esterno. In cambio avrebbe ricevuto un capretto per Pasqua, qualche melograno, una cassa d'arance, tre chili e mezzo di ricotta, una tuta e un giubbotto di una squadra di calcio di Partinico e anche il lavaggio della macchina assicurato una volta al mese.

Il rimprovero del boss all'ex consigliere: "Ti devi stare buono!"

A capo dei gruppi ci sarebbero stati Michele Vitale, dello storico clan "Fardazza", Michele Casarrubbia e Gioacchino Guida, che adesso il giudice ha deciso di condannare rispettivamente a 6 anni e 8 mesi, 20 anni e 19 anni. Le altre condanne inflitte sono le seguenti e in ordine alfabetico: Giuseppe Accardo 4 anni e 4 mesi, Alessio Antonacci 4 anni e mezzo, Stefano Carocci 4 anni e mezzo, Salvatore Coppola 9 anni e 4 mesi, Savio Copola 9 anni, Angelo Cucinella 10 anni e 4 mesi, Vincenzo Cusumano 11 anni e 8 mesi, Massimo Ferrara 18 anni e 4 mesi, Salvatore Gugliotta 6 anni e 8 mesi, Maria Guida 9 anni e 4 mesi, Raffaele Guida 18 anni e 2 mesi, Gianvito Inghilleri 9 anni, Edoardo La Mattina 9 anni e 10 mesi, Sebastiano Li Mandri 4 anni e 4 mesi, Giuseppe Lombardo 6 anni e 8 mesi, Rachid Mustafà Madmoune 8 anni, Marco Marcenò 4 anni e 2 mesi, Vincenzo Messina 9 anni, Leonardo Pellitteri 5 anni e 4 mesi, Rocco Pesce 7 anni e mezzo, Roberta Pettinato 7 anni, Salvatore Primavera 5 anni, Maria Rita Santamaria 8 anni, Yonuz Sheeshi detto "Elio" 4 anni e 4 mesi, Rosario Stallone 4 anni e 4 mesi, Antonio Tranchida 4 anni e 4 mesi, Raffaele Visiello 7 anni, Giovanni Visiello 7 anni e Antonina Vitale 18 anni e 4 mesi.

I boss e il Gps: "Un dipendente del Comune li ha aiutati a leggere i dati"

Nell'inchiesta era coinvolta anche Giusy Vitale, prima boss in gonnella del clan di Partinico e poi collaboratrice di giustizia. per la Procura avrebbe cercato di avviare dei contatti a Roma, nello specifico con i Casamonica, per consentire l'acquisti di partite di dora al nipote Casarrubbia. Durante le perquisizioni a casa sua venne ritrovato un chilo di cocaina.
 

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