Mafia

Summit mafiosi al bar del Civico, in dieci a processo: "Sono prestanome del boss"

Alla sbarra nove uomini e una donna, accusati di essere la copertura di boss Vincenzo Giudice, arrestato nell'ambito dell'operazione "Verbero" del 2015

Intestazione fittizia di beni. È l'accusa con cui il gup ha rinviato a giudizio Domenico Sansone, Francesco Di Stefano, Francesco Paolo Motisi, Lancellotto Filippi (solo omonimo del noto commerciante ndr), Mario Atanasio, Antonino Rizzuto, Gianluca Giudice, Massimiliano Iemma, Maurizio La Cara e Teresa Brancatelli. Secondo l'accusa, sostenuta dalle pm caterina Malagoli e Francesca Mazzocco, sarebbero prestanomi del boss Vincenzo Giudice, finito in manette nell'ambito dell'operazione "Verbero" del 2015 e condannato a 18 anni di carcere per associazione mafiosa.

Con l’operazione “Verbero” era stato disarticolato il mandamento mafioso di Pagliarelli, storica roccaforte di Cosa nostra. Vincenzo Giudice, secondo quanto emerso dalle indagini, aveva il controllo proprio tramite un prestanome del bar all'interno dell'ospedale Civico. Qui avvenivano i summit con gli altri boss. Ai tavolini del bar si mettevano a punto le strategie per l'aggiudicazione dei lavori da realizzare al Policlinico e si tracciava la mappa del racket nella zona. (LE INTERCETTAZIONI - GUARDA IL VIDEO)

Il processo per i dieci presunti prestanome comincerà il 18 ottobre prossimo davanti alla seconda sezione del tribunale.


 

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